Spostare l’attenzione e attaccare frontalmente Report e Sigfrido Ranucci con accuse strumentali sui supposti dossieraggi (dopo la denuncia dei file trafugati al commercialista Gian Gaetano Bellavia), per non dover commentare la pesantissima puntata della trasmissione sulla “Pista nera” dietro le Stragi del ’92, andata in onda domenica sera. È la strategia della destra per alzare un velo su un’inchiesta che ha svelato tutte le omissioni dell’attuale gestione della Commissione Antimafia a guida Fratelli d’Italia (non a caso Maurizio Gasparri aveva cercato fino all’ultimo minuto utile di impedirne la messa in onda)…
L’attacco a Report guidato da Il Giornale di Cerno
Da giorni, a guidare il fronte di fuoco della maggioranza contro Report è Il Giornale diretto da Tommaso Cerno, che anche ieri è tornato ad attaccare il conduttore, rilanciando la tesi sostenuta dalla Lega del fantomatico dossieraggio da parte della trasmissione in combutta col commercialista per colpire la maggioranza.
Bevilacqua: “Cerno che lavora in Rai, può attaccare un giornalista della Rai…?”
Tanto che ieri a difesa della trasmissione d’inchiesta è scesa in campo la componente della commissione di Vigilanza Rai, l’M5s Dolores Bevilacqua, che si era domandata se “è normale che un giornalista che lavora in Rai, anche se da esterno, utilizzi il giornale che dirige per attaccare e delegittimare un collega dal servizio pubblico? È accettabile che Cerno conduca una campagna contro Ranucci usando il proprio ruolo editoriale come arma? È questo il contributo che Cerno dà alla Rai?”.
“Colpire Ranucci significa colpire Report e quindi la stessa Rai”, ha aggiunto Bevilacqua, “È davvero compatibile con il codice deontologico usare una testata per screditare un collega che opera nello stesso servizio pubblico?”.
“La domanda è semplice: questo comportamento è consentito oppure no? Perché se lo è, allora smettiamo di parlare di etica, conflitto di interessi e responsabilità verso i cittadini che finanziano la Rai”, conclude la pentastellata.
Fdi contro M5s e La Notizia
“Mentre le destre e il giornalista di complemento Tommaso Cerno attaccano il Movimento 5 Stelle per aver semplicemente chiesto se è opportuno o no che un ben pagato collaboratore Rai (Cerno stesso) attacchi pubblicamente un giornalista Rai (Ranucci), il partito Fratelli d’Italia alza il tiro contro l’informazione scomoda e fa addirittura appello contro la sentenza che ha respinto l’accusa di diffamazione in un articolo del quotidiano La Notizia e contro me che ero direttore responsabile pro tempore”, attacca europarlamentare M5s, Gaetano Pedullà.
“L’articolo che evidenziava i rapporti tra la ‘ndrangheta e un esponente di Fratelli d’Italia, poi condannato proprio per questo motivo, era stato ritenuto corretto e rispettoso dei principi di verità, continenza e interesse pubblico, spiega Pedullà, “Ciò nonostante, FdI che è scesa persino in piazza a manifestare contro il bavaglio della politica sui giornali, ha presentato appello con un’azione sempre più palesemente temeraria. Questi sono fatti precisi e incontrovertibili. Tutti gli esponenti di destra che prendono in giro gli italiani definendosi paladini della libertà di stampa in realtà poi fanno tutt’altro e provano a mettere la museruola anche appellandosi alle sentenze che svelano il loro gioco”.
“Campagna contro Il Giornale“
Quanto a Report, immediata quanto stizzita la risposta del direttore de Il Giornale, che ha ricordato come “Ranucci ha fatto intere conferenze stampa contro di me e contro il mio giornale su cose inesistenti, ma è liberissimo di farle perché in questo Paese fortunatamente non c’è TeleMaduro e non si va nelle dittature, ma nella libertà di espressione”.
Poi ha lamentato una supposta campagna contro il quotidiano, fatta di “minacce, intimidazioni, querele temerarie, richieste di risarcimenti per farci tacere, cioè metterci il bavaglio che non metteremo”. Infine ha rilanciato: “Che cosa ha fatto Il Giornale? Ha pubblicato in esclusiva l’elenco dei nomi di magistrati, imprenditori, politici, magnati italiani che sono stati dossierati da un consulente di Report. Quindi, che cosa mi aspetto io? Non che mi venga chiesta la censura al mio giornale, la censura al mio pensiero, perché la Rai, cara Bevilacqua, è degli italiani”. Naturalmente, a difesa di Cerno è scesa tutta la destra, da Maurizio Gasparri ad Augusta Montaruli, fino a Lucio Malan.
Ranucci: “Quel quotidiano è di Angelucci, parlamentare della Lega…”
Altrettanto immediata la risposta via social di Ranucci: “Il Giornale di Angelucci, prima diretto da Alessandro Sallusti, oggi da Cerno, continua nella sua campagna di fango e delegittimazione di Report”, attacca il conduttore. Che ribadisce come “non esiste materiale coperto da segreto messo a disposizione di Report dal dottor Bellavia. Si tratta di materiale frutto di visure camerali catastali o di bilanci anche molto complessi da richiedere una consulenza a un professionista noto per le sue qualità professionali e comunicative”.
“È stato il dott. Bellavia a presentare denuncia”, ricorda quindi Ranucci, “Non ci sono accuse a Bellavia di dossieraggio, se non quelle operate dalla Lega e veicolate dai giornali di Angelucci, che è sempre parlamentare della Lega…”.
“La Lega, Angelucci e il Giornale diretto da Cerno omettono, per ignoranza o dolo, che anche il loro segretario Matteo Salvini ha chiesto una consulenza per il caso Monte Paschi di Siena a Bellavia”, continua il conduttore, “ma nella lunga lista di nomi di cui Cerno si vanta di aver fatto lo scoop quello di Salvini non c’è. Perché?”.
Il (triste) riassunto della situazione
Infine Ranucci chiude con un rapido (e triste) riassunto della questione: “Oggi Angelucci è un parlamentare della Lega, il più assenteista della storia d’Italia, è l’editore del Giornale, diretto fino a poco tempo fa da Sallusti, che è ex compagno della ministra Daniela Santanchè, socio ancora oggi con la D1, di una ministra che ha mentito in Parlamento, rinviata a giudizio per falso in bilancio, accusata di aver truffato l’Inps perché ha fatto lavorare delle persone a spese dello Stato, quando c’era la cassa integrazione a zero ore del Covid. Sallusti tempo fa ha accusato Report di essere in contatto con la centrale di spionaggio Equalize a Milano. Fatto che si è rivelato completamente falso”.