Report sotto attacco dopo il furto dei file al consulente Bellavia. FdI: “Conflitti di interesse”, mentre il Carroccio parla di “dossieraggio”

Dopo la sparizione di un milione di file dall'archivio del consulente Bellavia, la destra attacca Report e magistrati. Ranucci: "Nessun documento sensibile trafugato"

Report sotto attacco dopo il furto dei file al consulente Bellavia. FdI: “Conflitti di interesse”, mentre il Carroccio parla di “dossieraggio”

La nuova stagione non è ancora iniziata (partirà domani sera, su Rai 3), ma già Report torna nell’occhio del ciclone. Suo malgrado. Ieri infatti la trasmissione di Sigfrido Ranucci è stata tirata in ballo per il furto di oltre un milione di file trafugati dallo studio del commercialista e consulente di varie Procure oltre che di Report, Gian Gaetano Bellavia.

I file sui politici

L’autrice sarebbe una ex collaboratrice per la quale la procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico. La professionista avrebbe copiato fra il 18 giugno e il 25 settembre 2025 l’archivio informatico contenente materiali relativi a persone come Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Bettino Craxi, Gianni letta, Claudio Lotito, Geronimo La Russa, il tesoriere della Lega, Alberto Di Rubba ed altri esponenti politici.

L’attacco di Fratelli d’Italia

Immediato quindi l’attacco del centrodestra che parla di “commistione” tra Bellavia, magistratura e Ranucci, nonché di un possibile “dossieraggio”. “Fratelli d’Italia vuole chiarezza”, si legge in una nota del partito di Giorgia Meloni, “emerge in maniera inquietante la commistione di ruoli in capo a Bellavia. In pratica, questi per conto delle Procure è consulente e perciò ha da diverso tempo accesso a informazioni, documentazioni e carteggi riservati. A sua volta, però, lo stesso Bellavia svolge privatamente il ruolo di consulente per conto della trasmissione Report, dove con tutta evidenza può usufruire ed utilizzare delle informazioni riservate di cui è in possesso appunto in quanto consulente delle Procure. È chiaro a tutti che questa situazione pone un palese conflitto di interessi”.

Per Fdi bisogna “capire se le Procure erano a conoscenza del duplice ruolo di Bellavia e se abbiano messo in atto tutte le dovute garanzie, e se sì quali, affinché questa grave commistione fosse evitata, garantendo così la riservatezza delle informazioni a cui aveva accesso Bellavia. Al contrario, invece, se ciò non sia avvenuto per quale ragione c’è stata una simile sottovalutazione”.

E la Lega parla di dossieraggi

“Prima i dossieraggi abusivi, ora la fuga di dati sensibili dallo studio di un consulente di Report, trasmissione nota per il linciaggio contro la Lega”, si legge invece in una nota di via Bellerio, “Le notizie che confermerebbero il vizio di indagini parallele e opache nei confronti del tesoriere della Lega, Di Rubba, sono altamente preoccupanti. È necessario e urgente che queste vicende vengano chiarite in modo inequivocabile, anche per far emergere mandanti e destinatari di questi dossier: è utile ricordare, infatti, che alcuni processi penali sono innescati dopo notizie apparse sui media. Hanno gettato cittadini perbene nel tritacarne, salvo poi confermarne l’innocenza solo dopo anni di fango. Uno scandalo che è necessario approfondire”.

Ranucci: “Nessun materiale sensibile trafugato”

“Non c’è nulla di riservato di Report che è stato trafugato o sarebbe stato spostato” dallo studio di Bellavia, la risposta di Ranucci, “si tratta soltanto di materiale legato alla gestione dello studio da commercialista del nostro perito. Materiale – sottolinea il giornalista – proveniente da fonti aperte, visure camerali, bilanci, documenti del genere che sono stati fatti analizzare al nostro perito”.

“Non c’è nessun materiale riservato che ha portato a processi mediatici”, dice ancora Ranucci replicando alla Lega, “Sui processi dei commercialisti della Lega, Report non ha alcun merito, se non quello di averli raccontati. Il merito del perché sono finiti a processo – conclude – è solo ed esclusivamente degli stessi commercialisti. Non c’è nessun mistero – conclude – da parte di Report“.

De Luca: “Avanti con la querela a Report”

Ma ieri anche l’ex-governatore campano, Vincenzo de Luca ha voluto portare il suo mattoncino contro Ranucci. ha infatti annunciato che la querela contro Report – che il neo-presidente Roberto Fico aveva dichiarato di voler ritirare – andrà avanti. “È stato annunciato che sarà ritirata la denuncia che abbiamo fatto a Report per un servizio televisivo diffamatorio”, ha detto ieri De Luca durante la sua diretta Facebook del venerdì, “Premesso che non si può ritirare niente perché la querela non è stata ancora depositata, ma voglio dire subito, a scanso di equivoci, che per quello che mi riguarda la querela andrà avanti anche se dovrò portarla avanti a titolo personale”.

“Andrà avanti – ha spiegato l’ex governatore – per difendere un principio elementare di correttezza: la libertà di opinione e di cronaca è un diritto sacro, da difendere, senza nessuna esitazione. È un diritto costituzionale, ma non è un diritto quello di mentire e non ci si può nascondere dietro posizioni vittimistiche. La libertà è un valore che va difeso con i denti, ma dev’essere affermata insieme con il principio di responsabilità, altrimenti diventa arbitrio. Se non c’è disponibilità istituzionale, io farò la querela a Report”.