Venti di crisi sul Governo dopo l’inciucio Lega-Pd-FI sul Tav al Senato. Salvini incontra a Palazzo Chigi Di Maio e Conte. Tutti appesi al comizio del Capitano stasera a Sabaudia

dalla Redazione
Politica

La maggioranza gialloverde, dopo la mattinata convulsa al Senato per il voto sulle mozioni sul Tav, è vicino a una crisi irreversibile. La mozione del Movimento, contraria all’opera, è stata bocciata con 181 no e 110 sì. Affossata dall’intero centrodestra e dal Pd. Approvati invece tutti i documenti favorevoli. Ma il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo avverte l’alleato: “Ci saranno conseguenze politiche”. “È crisi?”, è la domanda per Romeo alla fine della seduta: “Sono valutazioni che fa Salvini”, è la risposta. Il ministro M5S Danilo Toninelli – sempre più nel mirino del ministro dell’Interno – dice: “Ho votato no, vado avanti sereno”. Il leader del Pd, Nicola Zingaretti, commenta: “Il governo non ha più la maggioranza, Conte vada al Quirinale”. In queste ore convulse, arriva anche la notizia che Salvini è a Palazzo Chigi con il premier Conte e l’altro vicepremier Luigi Di Maio. Salvini ha annullato la tappa del beach tour di questo pomeriggio. Non sarà ad Anzio, dopo l’appuntamento già cancellato questa mattina a Sabaudia. Confermato invece il comizio di questa sera. Per qualche ora circola anche la voce di un sms di Salvini ai suoi: “Non lasciate Roma”. Ma la Lega smentisce. Ma determinanti saranno le parole che Salvini pronuncerà a Sabaudia nell’intervento previsto stasera alle 21,00.

LA GIORNATA. Il Senato ha respinto la mozione contro il Tav Torino-Lione presentata dal Movimento 5 Stelle, con 181 voti contrari, 110 favorevoli e un astenuto, ed ha approvato quella del Partito Democratico, favorevole alla realizzazione dell’infrastruttura. Il Senato ha approvato quella proposta dal Pd con 180 sì, 109 contrari e un astenuto. La Lega, come preannunciato, ha votato a favore di quest’ultima. La mozione di Emma Bonino ha ottenuto 181 sì, 107 no e un astenuto. Quella di Fratelli d’Italia è passata con 181 sì, 109 no e un astenuto. Infine quella di Forza Italia ha ottenuto un voto in più, 182 favorevoli, 109 no e 2 astenuti.  E’ stata dichiarata preclusa, e quindi non messa ai voti, la mozione di Leu contraria all’opera. “Non commento”, si è limitato a dichiarare il vicepresidente del Consiglio e leader del M5S, Luigi Di Maio, uscendo dall’Aula di Palazzo Madama.

“La giornata di oggi è un po’ surreale, possiamo capire le posizioni storiche e identitarie del M5S, ma se fate parte del Governo e il presidente del Consiglio ha detto che l’opera va fatta dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative, è anche una questione di credibilità omplessiva per l’esecutivo”, ha detto nel corso delle dichiarazioni di voto il capogruppo leghista Massimiliano Romeo. “Avere due forze di maggioranza che votano diversamente pone una questione politica”, ha aggiunto Romeo, che poi ha affondato il colpo: “Chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politica delle scelte che saranno prese nei prossimi mesi. Non possiamo più accettare il blocco di alcune opere fondamentali, dell’autonomia, della riforma della giustizia, del taglio delle tasse”.

“A chi dice che questa giornata è surreale rispondo che l’unica cosa surreale è dimenticare che questa è una repubblica parlamentare e non un premierato, si fa un dibattito politico tra due forze politiche che sostengono il governo, senza per questo mettere in mezzo il governo”, ha replicato il capogruppo del M5S Stefano Patuanelli. “Si parla di 11 miliardi di euro per la tratta internazionale – ha aggiunto l’esponente pentastellato -, ma non si sa quanto si spenderà veramente. La Lega vuole regalare soldi a Macron?”.

La spaccatura nella maggioranza era emersa già quando il governo aveva espresso i pareri sulle mozioni, con il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia che aveva laconicamente affermato: “La posizione della Lega è nota da tempo, invitiamo a votare a favore della TAV e contro chi blocca il Paese”. Subito dopo Vincenzo Santangelo, sottosegretario M5S ai Rapporti con il Parlamento aveva puntualizzato: “Non intervengo a titolo personale, ma a nome del Governo, e il Governo si rimette al parere di quest’Assemblea”. “Il Pd ha voluto l’opera quando era al governo e continua a volerla ora che è all’opposizione. La maggioranza non c’è più, il presidente del Consiglio deve andare dal presidente della Repubblica a dimettersi. Non è sufficiente sostituire il ministro Toninelli”, ha attaccato il capogruppo del Pd Andrea Marcucci. Mentre, sempre nel corso delle dichiarazioni di voto, il forzista Lucio Malan ha sottolineato come “per la Tav si sia formata un’ampia maggioranza parlamentare e una maggioranza ancora più ampia nel Paese”.

“La seduta del Senato ha dimostrato in maniera assolutamente evidente che il governo non ha più una maggioranza. Il presidente Conte – scrive in una nota il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti – si rechi immediatamente al Quirinale dal presidente Mattarella per riferire della situazione di crisi che si è creata. L’Italia ha bisogno di lavoro, sviluppo, investimenti e ha bisogno di un governo che si dedichi a questo e non ai giochi estivi di Salvini e di Maio contro gli italiani”.