Primo giorno di riaperture. E l’Italia va subito in tilt su tracciamento e trasporti. Nelle grandi città assembramenti sui mezzi pubblici per il ritorno a scuola

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Da nord a sud tutta l’Italia, eccezion fatta per la Sardegna, è alle prese con le – seppur parziali – riaperture. Le criticità erano sul tavolo oramai da settimane, ma ieri tutti i nodi sono venuti al pettine. “Dal tracciamento ai trasporti è cambiato ben poco dall’inizio dell’anno”. È questo l’allarme lanciato dalla dirigente scolastica del liceo scientifico Bottoni di Milano, Giovanna Mezzatesta.

QUI MILANO.
In questa scuola della zona ovest della città, questa mattina sono tornati in classe in presenza il 15 per cento in più degli studenti. Una percentuale che rispecchia quella cittadina stimata dall’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli: “Siamo a 80mila studenti delle scuole superiori che si muovono sui mezzi, cresceranno, ma già eravamo al 50 per cento dunque questa settimana abbiamo fatto un salto graduale dal 50 al 70 per cento”.

Un cambiamento che ha portato al blocco dei tornelli su alcune linee della metropolitana e a disagi su molte linee di bus e tram nonostante “l’aumento del 10 per cento circa dei mezzi – precisa l’assessore – e l’utilizzo di tutti i treni della metro a disposizione”. Il problema di fondo però rimane. “Penso che la città sia preparata”, sostiene Beppe Sala. Il sindaco ha illustrato quanto fatto da Palazzo Marino per gestire la ripartenza: “Stiamo aumentando al massimo possibile il servizio di trasporto pubblico, stiamo vigilando con massimo impegno – spiega il sindaco -. Dopodiché io penso che serva una grande tolleranza da parte di tutti”.

QUI ROMA.
Non se la passa bene neanche la Capitale. Se è vero che tutte le strade portano a Roma, lo è altrettanto che nel giorno della ripartenza in presenza per il 70 per cento degli studenti delle superiori la metro ed i mezzi pubblici della capitale erano decisamente affollati. è proprio la percentuale di studenti in movimento a rendere ancora più complessa la gestione del trasporto pubblico locale. Tra le 8 e le 9 del mattino, nell’ora di punta, soprattutto tra le stazioni di cambio dei treni regionali e metropolitana – da Termini a Piazzale Flaminio – gli assembramenti sono evidenti e il distanziamento impossibile.

Colpo di scena, invece, a Napoli: stazioni semivuote, treni che viaggiano anche al di sotto del 50 per cento della capienza, che è limite massimo fissato a causa della pandemia, e autobus in leggera difficoltà, ma solo in alcuni momenti della giornata. Più a sud, nella città partenopea con il ritorno in zona gialla e soprattutto con la ripartenza in presenza delle scuole superiori si temevano assembramenti sui mezzi pubblici.

QUI NAPOLI
Invece sembra che i napoletani si fidino sempre meno del trasporto pubblico e chi può, preferisce muoversi in macchina, con conseguenti ripercussioni sul traffico cittadino. Le riaperture a singhiozzo delle attività, gli ingressi a scuola in orari differenziati, con la didattica in presenza ancora al 50 per cento in molte scuole della Campania e del capoluogo vista anche l’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca che ha imposto un limite dove non risulti possibile il distanziamento, e il ricorso al lavoro da casa, sicuramente hanno contribuito ad alleggerire il peso sul trasporto pubblico locale (TPL).

“Oggi non abbiamo particolari segnalazioni di disagi – dice il Presidente dell’Ente Autonomo Volturno (EAV), Umberto de Gregorio – di certo c’è poca fiducia da parte degli utenti, consideri che da circa un anno l’utenza media si è ridotta di almeno il 50 per cento, ma le criticità del trasporto pubblico non sono state risolte e queste giornate possiamo considerarle ancora come se ci fosse una sorta di tregua, ma appena si comincerà ad avere più fiducia, appena riapriranno davvero tutti e soprattutto appena ritorneranno i turisti ci ritroveremo con gli stessi problemi di sempre”.

“Del resto – prosegue il Presidente della società che gestisce il trasporto pubblico in Campania – prima della pandemia si viaggiava anche al 150 per cento della capienza, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane molto probabilmente vedremo una situazione diversa, più difficile da gestire. E quando tornerà l’utenza di sempre – conclude De Gregorio – è impensabile continuare a far viaggiare i treni al 50 per cento della capienza, rischiamo di avere stazioni affollate un po’ ovunque e assembramenti, inoltre, quando le scuole riapriranno in presenza al 70 per cento o al 100 per cento bisognerà rivedere anche gli orari di ingresso alle superiori per evitare pressioni sui mezzi pubblici”.

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