Riciclati e fedelissimi: via alla corsa dei portaborse. La Lega ingaggia chi ha lavorato sia col Pd che con Ncd. Tra gli assistenti dem iscritti al partito e qualche trombato

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Siamo alle solite: come in ogni legislatura che si rispetti una flotta di riciclati, amici di, trombati e voltagabbana attende con trepidazione l’insediamento dei nuovi deputati per aspirare al ruolo di assistente. Anzi: nel caso di Bruxelles la corsa è ancora più forsennata. Non fosse altro che il piatto è decisamente più ricco rispetto a quello messo in palio dal Parlamento italiano. Basta consultare il sito istituzionale: si dice chiaramente che per gli assistenti ogni deputato ha a disposizione la bellezza di 24.164 euro al mese. Per assumere chiunque si voglia tra assistenti accreditati a Bruxelles e Strasburgo, e locali.

Il calcolo è imbarazzante. Tenendo conto che gli eurodeputati italiani sono in tutto 73, parliamo di un monte mensile di 1,7 milioni. All’anno sono 21,1 milioni. E ci fermiamo qui, perché se volessimo fare un calcolo complessivo tenendo conto di tutti i 751 parlamentari arriveremo alla strabiliante cifra di 217 milioni di euro di budget. Insomma, non è detto che il volgarmente detto “portaborse” se la passi poi così male. E questo spiega perché a tanti possa far gola un posto nel paradiso di Bruxelles. E a ben vedere in tanti già si sono mossi. Diversi eurodeputati, infatti, già hanno provveduto a nominare il proprio assistente accreditato, in attesa di completare la squadra con altri che lavoreranno invece sul territorio italiano.

Eugenia Celi, per dire, quest’anno lavorerà per la leghista Simona Baldassarre dopo aver seguito l’attività nella scorsa legislatura della forzista Elisabetta Gardini. Ma salti di questo tipo ce ne sono diversi. Per dire: Federica Teocchi, oggi assistente di Massimo Casanova, fino a ieri lavorava per la dem Isabella De Monte. La siciliana (anche lei leghista) Annalisa Tardino ha invece deciso di affidarsi tra gli assistenti accreditati a Carmela Scirè, fino a ieri assistente dell’alfaniano Giovanni La Via. Ma non è finita qui.

Cambiamo area e passiamo agli eletti del Pd. La votatissima Simona Bonafè, ad esempio, annovera tra i suoi collaboratori Marco Leonardi, fino a qualche anno fa consigliere economico a Palazzo Chigi di Paolo Gentiloni. Roberto Gualtieri, invece, tra gli altri si è affidato a Ronny Mazzocchi che di Europa ed europeismo ne sa tanto, dato che nel suo passato spiccano collaborazioni con la fondazione Italianieuropei, il think-tank fondato da Massimo D’Alema e nel cui board ritroviamo politici della prima e della seconda ora. Non si può dire, peraltro, che nel Pd non ci sia senso di appartenenza anche tra gli assistenti: si rincorrono qua e là negli uffici dei singoli eurodeputati i nomi di componenti del Pd sezione di Bruxelles, come Alessandra Buffa (responsabile del comitato) che lavorerà quest’anno per il neo-eletto Pierfrancesco Majorino.

Non mancano, poi, i nomi di chi si ritrova oggi assistente dopo aver tentato la scalata politica. è il caso di Davide Pernice, assistente accreditato di lungo corso oggi nell’ufficio di Paolo De Castro, che nel suo passato annovera anche una candidatura alle europee proprio col Pd. Alessandra Moretti, invece, conferma tra le sue assistenti Alessandra Moser, in passato consigliere comunale in un paesino trentino. Altri big – da Silvio Berlusconi a Carlo Caldenda – per ora restano al varco. La speranza per tanti “amici di” è ancora verde.

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