Riecco la solita Europa. Nessuna intesa per salvare la Grecia. I ministri delle finanze non decidono Oggi l’ultima parola ai capi di Stato

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La giornata fredda non ha scoraggiato migliaia di persone a scendere in piazza ancora una volta ad Atene, Salonicco e Patrasso. Un tifo da stadio per sostenere il Governo che nelle stesse ore stava giocando la partita della vita a Bruxelles. In palio non c’è nessuna coppa, ma la sopravvivenza stessa della Grecia, piegata da un debito insostenibile e dalle imposizioni della Troika che hanno fatto avviluppare una crisi senza precedenti. L’austerità pretesa dalla Merkel, fuori dai bei discorsi delal politica, significa gente che muore di fame, giovani a cui si è rubato il futuro, uno Stato umiliato.

EUROGRUPPO
Grida, proteste e slogan che non arrivavano a Bruxelles, dove i ministri delle Finanze di tutta Europa hanno iniziato finalmente ad affrontare la questione greca. I falchi del rigore, infatti, non hanno ceduto di un passo nonostante sia chiaro che a questo punto o si aiuta Atene o la si abbandona al default e auna inevitabile uscita dall’Euro. Alla fine del primo giorno di discussione non c’è dunque nulla di fatto e sarà necessario il summit di oggi con i capi di Stato e dopo una nuova riunione dei responsabili delle Finanze, lunedì prossimo, per arrivare a un accordo. Se si potrà trovare un accordo. Dal presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem al commissario Ue Pierre Moscovici e al direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, un po’ tutti hanno sparso ottimismo. Di tutt’altro avviso invece Wolfgang Schaeuble, il potente ministro delle Finanze tedesco, che ha subordinato ogni decisione al rispetto del programma concordato tra Atene e la Troika. Un piano che è già stato esteso.

BASTA TROIKA
Intanto il ministro delle finanze greco, Varoufakis, ha chiesto formalmente la soluzione ponte di sei mesi anticipata nel tour delle cancellerie europee insieme al premier Tsipras. Una moratoria per arrivare a definire un nuovo accordo complessivo di sostegno internazionale e riforme, sostituendo la tutela della Troika con una stretta collaborazione con l’Ocse. L’organizzazione che ha sede a Parigi ha però già respinto l’offerta arrivata da Tsipras, annunciando che non monitorerà un possibile programma-ponte di Atene.

IL PIANO
Varoufakis intanto è tornato a spiegare che la Grecia non è in grado di rimborsare il suo debito nel breve periodo, per cui è necessaria una ristrutturazione. Un taglio (haircut) che sarebbe reso meno traumatico attraverso lo scambio di gran parte dei titoli di debito con altri titoli a più lunga scadenza e ancorati alla effettiva ripresa economica del Paese ellenico. Per riuscire in questo piano serve però una concertazione internazionale, con un ruolo centrale della Banca centrale europea. Il debito greco infatti non solo è fuori controllo, ma può essere piazzato sui mercati solo a tassi stratosferici. Con lo spread a mille punti (in Italia ieri era a 132) per i falchi è facile perciò non fare concessioni. E ieri Schaeuble ha ripetuto che dalla Troika non si scappa. In piazza ad Atene fa sempre più freddo.