Riforma degli affidi, meno potere ai servizi sociali. Proposta di legge dell’azzurra Ronzulli per evitare abusi

di Clemente Pistilli
Politica

Troppo potere nelle mani dei servizi sociali, Tribunali informati in ritardo dei provvedimenti di allontanamento dei minori dalle loro famiglie, nessun reale censimento dei bambini messi in strutture a loro destinate. E come se non bastasse troppi rapporti opachi tra alcuni giudici che decidono su una materia così delicata e i gestori delle case famiglia. Per la senatrice azzurra Licia Ronzulli sono tante le cose da cambiare per garantire realmente ai minorenni il diritto a vivere e a crescere con i loro genitori.

Serve una riforma sul sistema degli affidamenti. Partendo da un caso drammatico come quello di Bibbiano, l’onorevole ha quindi presentato uno specifico disegno di legge. La senatrice, che è anche presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, vuole ridurre il potere decisionale dei servizi sociali locali sugli allontanamenti dei minori dalle loro famiglie, evitando anche che la povertà finisca per essere causa di affidamento. L’esponente di Forza Italia intende inoltre migliorare il sistema dei controlli sulle case famiglia e il monitoraggio dei minori affidati a tali strutture.

Per l’onorevole Ronzulli negli affidamenti deve essere previsto il parere vincolante del pm, con provvedimenti che coinvolgano subito i genitori dei bambini, dando così loro la possibilità di difendersi, e non devono più verificarsi situazioni di incompatibilità, con giudici onorari minorili che hanno legami più o meno diretti con le case famiglia.