Riforma Giustizia, Pd e M5S incalzano Nordio sui decreti attuativi

Riforma Giustizia, Pd e M5S incalzano Nordio sui decreti attuativi che secondo indiscrezioni sono già in lavorazione

Riforma Giustizia, Pd e M5S incalzano Nordio sui decreti attuativi

Nonostante la riforma sia ancora nel limbo, appesa com’è al voto del referendum del 22 e 23 marzo, gli uffici del ministero di Carlo Nordio hanno già messo mano ai decreti attuativi. “Non c’è nulla di pronto e definitivo – ha precisato Nordio, commentando la notizia pubblicata da Il Domani – Si sta lavorando a delle bozze preparatorie per non arrivare impreparati, laddove passasse il Sì”. I decreti attuativi definiscono il modo in cui le misure vengono messe concretamente in pratica: vengono dunque adottati a leggi approvate in via definitiva.

Riforma Giustizia, Pd e M5S incalzano Nordio sui decreti attuativi

La premura del ministero della Giustizia ha sollevato le polemiche delle opposizioni. Che ieri hanno fatto un ulteriore passo avanti.  Il Movimento 5 stelle e il Partito democratico hanno chiesto nell’Aula della Camera un’informativa urgente di Nordio, proprio sui contenuti dei provvedimenti attuativi della riforma della giustizia, che appunto sarebbero già pronti. “Le bozze sarebbero già nei cassetti del ministero – ha affermato – Valentina D’Orso del M5S – tiriamole fuori. I cittadini devono essere informati anche dell’impatto economico reale che avrà la riforma con le leggi attuative. Risorse sottratte ai problemi della giustizia, a un’iniezione di organico nella magistratura”, ha aggiunto. “La ‘nave Italia’ non colerà a picco perché andrà a sbattere per quel che si vede dell’iceberg, ma per il corpo sommerso delle leggi attuative che daranno sostanza alla riforma”, ha insistito.

Per la dem Debora Serracchiani “apprendere dalla stampa che i decreti attuativi sarebbero già pronti e che le leggi ordinarie sarebbero già scritte è non solo il contrario di quel che il ministro si affanna a dire” sulla condivisione dei testi con tutti i partiti e la magistratura “ma è anche l’ennesimo sfregio per il Parlamento e per i cittadini che ancora di più e sempre di più” al referendum “voteranno No per difendere la Costituzione”.

Promesse da marinaio

Infatti, vista la delicatezza della materia, dal governo erano giunte rassicurazioni sul fatto che i decreti attuativi sarebbero stati scritti dopo un confronto con i magistrati, in gran parte contrari alla riforma. Lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano solo un paio di settimane fa, parlando all’apertura dell’anno giudiziario di Napoli, ha ribadito “la disponibilità al confronto sulle norme attuative”, ricordando come fosse stata “anticipata da un anno all’Anm” e assicurando che “il governo non ha la pretesa di proporre norme attuative al Parlamento senza un confronto tecnico e di merito con magistratura e avvocatura”.