Rimborsopoli Piemonte, 25 condanne. L’Appello ribalta tutto. Pene pure per Cota e Molinari

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Colpo di scena al processo d’appello sulle spese pazze in Piemonte durante la legislatura guidata da Roberto Cota, tra il 2010 e il 2014. I giudici di secondo grado hanno condannato 25 consiglieri, compresi quelli che erano stati assolti in primo grado. Fra questi proprio Cota (Lega Nord) a cui è stata inflitta una pena di 1 anno e 7 mesi per rimborsi pari a poco più di undicimila euro e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, e Riccardo Molinari che guida il gruppo del Carroccio a Montecitorio a cui sono stati dati undici mesi.

Un anno e 5 mesi pure per Paolo Tiramani, mentre un anno e 7 mesi ad Augusta Montaruli (Fratelli D’Italia). Al centro del processo le modalità con cui gli allora consiglieri regionali utilizzarono i fondi destinati al funzionamento del gruppo di appartenenza. In primo grado le assoluzioni erano state 15. Molinari, in particolare, è stato riconosciuto colpevole del peculato di 1.158 euro. Il pg aveva chiesto una pena di 2 anni e 4 mesi. Per Molinari il collegio giudicante ha anche disposto l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici sospendendola comunque per 12 mesi. “Farò ricorso in Cassazione, perché sono innocente” ha detto l’ex governatore Cota. La pena più alta (4 anni e 6 mesi) è stata per Michele Giovine.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA