Risanare San Siro con i soldi del Meazza, la promessa della giunta Sala: ma il quartiere aspetta ancora buona parte degli 80 milioni già stanziati e mai usati

Per giustificare la vendita dello stadio la giunta ha usato il bisogno di soldi per San Siro. Ma sul quartiere fondi e progetti già ci sono, ma non sono mai stati fatti

Risanare San Siro con i soldi del Meazza, la promessa della giunta Sala: ma il quartiere aspetta ancora buona parte degli 80 milioni già stanziati e mai usati

Vendere le aree e lo Stadio Meazza a Milan e Inter per 197 milioni e devolvere poi parte del ricavato per “risanare” il quartiere di San Siro, considerato tra i più a rischio a Milano e, quindi, bisognoso di investimenti, cioè di soldi pubblici. È stata questa una (se non la principale) giustificazione addotta dalla giunta di Beppe Sala (e dai vertici del partito Democratico milanese) per far “ingoiare” alla pubblica opinione la cessione di un gioiello della corona della città. Del resto, proprio San Siro è il luogo di elezione dei “maranza”, i rapinatori col coltello che terrorizzano la città, l’area dove si deve finalmente intervenire. Certo, ha aggiunto la Giunta, i progetti di intervento su San Siro ancora non ci sono, ma quando avremo i fondi, li individueremo.

Per l’area San Siro stanziati 81 milioni in vent’anni, ma molti progetti (e soldi già a disposizione) sono rimasti sulla carta

Come se fino a oggi a San Siro non si fosse fatto nulla per mancanza di soldi. Tuttavia la realtà è un’altra, perché in questi anni sul quartiere di San Siro sono mancate moltissime cose, ma non certo gli investimenti. Tra il 1998 e il 2025 infatti sono stati stanziati ben 81.250.000 euro per progetti di riqualificazione urbana e sociale dell’area, tuttavia molti dei progetti finanziati o non sono ancora terminati perché in forte ritardo sui tempi previsti, oppure non sono proprio mai iniziati. E i soldi non sono mai stati spesi…

Il conto di tutto il (non) fatto è racchiuso nel report “Abitare San Siro. Una co-ricerca sulle condizioni abitative e le reti di gestione dell’ERP”, ricerca promossa da CURA del Politecnico di Milano in collaborazione con il Sindacato Inquilini Sicet.

I progetti finanziati e mai attuati o attuati solo parzialmente

La lista degli interventi parla da sola:

  • Contratto di Quartiere 2 (2005-2021), 45 milioni di euro destinati alla ristrutturazione di 14 civici (1542 alloggi) di Piazza Selinunte e interventi su spazi pubblici, gli interventi risultano ancora aperti, gravati da “ritardi significativi”.
  • Programma CIPE (2017): 8,6 milioni di euro stanziati per interventi su via Abbiati, via Zamagna, via Aretusa e via Gigante. “Nessun intervento risulta avviato”.
  • PNRR – Programma Sicuro Verde Sociale (2021): 7,5 milioni di euro per la manutenzione straordinaria e l’efficientamento energetico di via Ricciarelli 16 e via Gigante 2. Qui i lavori sono in corso, ma in ritardo rispetto alla scadenza fissata dalla Ue.
  • Piano Triennale delle Opere Pubbliche (2022): 12 milioni messi a disposizione per la riqualificazione edilizia e messa in sicurezza di via Morgantini 5, Piazza Selinunte 6 e via Mar Jonio 9. A oggi “solo via Morgantini 5 ha visto l’avvio dei lavori”.
  • PNRR – PINQuA (2022): 15 milioni per interventi su 44 alloggi e spazi pubblici. “Nessun intervento risulta avviato”.

Una lista succinta che dimostra come da un lato le istituzioni – Comune di Milano e Regione Lombardia – negli anni i soldi li abbiano stanziati, dall’altro l’inerzia delle stesse istituzioni nel realizzare i propri programmi. Inoltre, i numeri delle case popolari mappate dal Politecnico e Sicet restano una ferita aperta, soprattutto per una città come Milano, che conta 12mila famiglie in attesa di una casa popolare…

I numeri delle case popolari

A oggi a San Siro Aler (cioè il Pirellone) gestisce 4.285 appartamenti in regime di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), di questi 3.991 alloggi sono dedicati al Servizio Abitativo Pubblico (SAP), 292 sono destinati ai Servizi Abitativi Transitori (SAT) o ai piani di valorizzazione. In aggiunta ci sono 295 appartamenti gestiti da enti del terzo settore, mentre altri 1.416 appartamenti sono stati privatizzati.

Quelle 685 case popolari vuote non assegnate

Tuttavia nel quartiere si contano 685 appartamenti vuoti, dei quali 572 in manutenzione (che necessitano cioè di interventi per essere resi abitabili), mentre ben 101 risultano invece sfitti, “non utilizzati, ma senza interventi di manutenzione in corso”. Case pronte che per il Sicet “rappresentano un potenziale abitativo inutilizzato che potrebbe essere destinato a famiglie in difficoltà, contribuendo a risolvere parte della crisi abitativa di Milano”.

Infine nel quartiere ci sono 785 alloggi occupati, spesso da famiglie in condizioni di necessità, alcune delle quali il 29 dicembre scorso sono state sgomberate, senza che i servizi sociali fossero avvisati. Un’operazione muscolare della prefettura, che oltretutto ha lasciato gli altri inquilini delle case di piazza Selinunte senza elettricità né acqua calda.

E alla luce di tutto ciò, è normale chiedersi se il disagio di San Siro sia dovuto alla carenza di fondi o all’incapacità di utilizzarli? E ancora: se e quando planeranno i milioni di San Siro, rimarranno sulla carta (come accaduto fino a oggi) o verranno utilizzati per migliorare le condizioni di vita degli abitanti? Di certo i precedenti non lasciano ben sperare…