Rissa di Governo sui ristoranti. Litigano pure per un posto a tavola. Cortocircuito sul limite massimo di 4 commensali Speranza: vale anche in zona bianca.

ROBERTO SPERANZA
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Che la questione delle riaperture avesse creato attriti all’interno della maggioranza era chiaro da un pezzo. Ma che a creare liti fosse proprio il limite dei commensali a tavola nelle zone bianche era davvero impensabile. E invece all’interno del governo e persino nel ministero della Salute i contrasti sull’argomento non mancano.

Rissa di Governo sui ristoranti. Litigano pure per un posto a tavola

Tutta colpa di un’interpretazione opposta tra le Regioni e l’esecutivo, che ha innescato la presa di posizione della ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. E anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha chiesto la cancellazione del limite. Così alla fine fonti di governo hanno fatto sapere che oggi è previsto un tavolo tecnico dove sarà affrontata la questione. Un possibile punto di caduta potrebbe essere quello di lasciare il limite solo per i ristoranti al chiuso.

Ma cosa è avvenuto e perché la questione viene sollevata solo ora? Soltanto qualche ora fa, il primo giugno, per l’esattezza, si brindava per la riapertura di bar e ristoranti al chiuso, sia a pranzo che al cena. E proprio mentre i gestori allestivano le tavole per riaccogliere i clienti nelle sale interne, il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza ha precisato che anche in assenza di altre restrizioni non è permesso sedersi in più di quattro allo stesso tavolo, eccezion fatta per i conviventi. Anche in zona bianca. Semaforo arancione dunque per i grandi banchetti. Nessuna tavolata nonostante l’interpretazione contraria fatta passare dalla Conferenza delle Regioni nei giorni scorsi.

Speranza: vale anche in zona bianca. No della Gelmini

Una situazione che ha portato le associazioni di categoria a rumoreggiare: “Passano i mesi, ma non la confusione successiva a ogni provvedimento. È inaccettabile – scrive la Fipe-Confcommercio – che non ci sia ancora una linea chiara sul numero dei commensali. Da giorni si susseguono interpretazioni mai smentite salvo ricevere ora un’interpretazione del ministero della Salute giuridicamente incomprensibile”.

Dal canto suo Coldiretti mette in guardia dal rischio di far saltare tavolate estive, cene di fine anno scolastico e pranzi aziendali, ricordando l’”ulteriore danno per un settore che ha già perso 41 miliardi” nell’anno del Covid. Mentre Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, parla di “caos prodotto dal governo” e di “incapacità” di chiarire “da parte di chi ci amministra, per porre fine a quella che ormai è diventata una comica”. Contro la permanenza del limite si schiera però anche la ministra Gelmini, che in serata ha fatto sapere di aver sentito il presidente della Conferenza delle Regioni – il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga – per “risolvere positivamente e superare l’interpretazione sul limite massimo di 4 persone ai tavoli nei ristoranti”.

Secondo gli uffici legislativi del ministero, infatti, in base all’articolo 27 del Dpcm 2 marzo 2021 la regola si applica solo in zona gialla, mentre in zona bianca dovrebbe intendersi superata. “Sono in corso approfondimenti”, conclude lo staff della Gelmini. Al di là dell’interpretazione della norma, il sottosegretario Sileri si è detto speranzoso che il limite “venga presto rivisto perché chiaramente è molto restrittivo”, ha detto. “Più d’accordo con Speranza o con Gelmini? Io sono tra quelli che era per l’aumento dei posti a tavola, aumenterei i posti a 8-10″ e “dai primi di luglio liberalizzerei perché avremo oltre 30 milioni di persone con almeno una dose di vaccino”. Dunque, l’amico in più di aggiungi un posto a tavola dovrà attendere, almeno per ora, l’esito del tavolo tecnico.

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