Rivolta nel Pd a Novara contro la candidatura dell’ex 5 Stelle Castelli che rinuncia: “No grazie, casa mia è Collegno”

Rivolta nel Pd a Novara contro la candidatura dell’ex 5 Stelle Castelli che rinuncia: “No grazie, casa mia è Collegno”

Rivolta nel Pd a Novara contro la candidatura dell’ex 5 Stelle Laura Castelli. Inserita a sorpresa nell’uninominale per la Camera nel collegio del Piemonte 2 dai vertici dem, la vice ministra dell’Economia, ora passata con Impegno Civico di Luigi Di Maio, in seguito alle polemiche suscitate dalla scelta del Nazareno ha deciso di tirarsi fuori dalla mischia.

CAMERA, ESAME DELLA LEGGE DI BILANCIO

La Castelli candidata a Novara si chiama fuori

“Scopro dai giornali, e da qualche simpatico tweet, che sarei candidata all’uninomimale di Novara”, ha tagliato corto la Castelli.

“No grazie, casa mia è Collegno, se la coalizione ha fatto altre scelte ne prendo atto e in pieno spirito di squadra darò il mio contributo nei plurinominali di Impegno Civico, sperando però che questa campagna elettorale sia caratterizzata da proposte per i cittadini e no da attacchi, insulti e odio – ha aggiunto la deputata dimaiana -. Con Impegno Civico abbiamo una proposta chiara, la sfida è andare oltre il 3%, daremo il massimo per raggiungere l’obiettivo”.

Non sono mancati però gli strascichi dopo la decisione dei vertici dem sul collegio di Novara – ritenuto comunque perdente – che ha gettato scompiglio tra i dirigenti locali del partito.

La Castelli, secondo la strategia del Nazareno, avrebbe dovuto correre al posto di una militante storica Pd, Milù Allegra, segretaria cittadina e consigliera comunale con record di preferenze.

Allegra resta nel listino plurinominale al secondo posto, ma la decisione di cancellare il suo nome dall’uninominale è risultata indigesta ai dem novaresi, che avevano già dovuto ingoiare il rospo della candidatura di Federico Fornaro di Leu come capolista.

Terremoto al vertice Pd di Novara

E non è tutto. Alla notizia della candidatura dell’ex 5 Stelle, Saverio Mazza, ex responsabile organizzazione Pd Torino e componente della direzione cittadina, ha deciso di autosospendersi dal partito.

“Essendo un semplice iscritto non posso minacciare alcuna dimissione, anche perché quelle si danno e non si minacciano – ha scritto su Facebook prima del passo indietro della Castelli -. Se dal punto di vista politico mi rendo conto che l’accordo elettorale con Impegno Civico di Di Maio imponga delle candidature comuni nei collegi uninominali, tutto ciò non può esimerci da una valutazione di queste in base alla loro storia politica e il rapporto tra questa e la nostra, quella del Pd”.

Secondo Mazza poco importa se il collegio di Novara è considerato non eleggibile: “In politica ci si sta non solo con i numeri, ma anche con la dignità indipendentemente dalla sicurezza di essere eletti o meno”.

Subordinando il ritiro della sua autosospensione alla rivalutazione della candidatura della vice ministra dell’Economia da parte del Pd.

Candidatura poi effettivamente tramontata con le dichiarazioni della diretta interessata che ha chiuso la vicenda.

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