Roma, alta tensione a piazza Indipendenza. Scontri tra polizia e migranti sgomberati. Poi la bagarre diventa politica

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Prima la barbarie in piazza Indipendenza, poi quella politica. Perché gli scontri tra polizia e migranti che ci sono stati in pieno centro nella prima mattinata di oggi, a poche centinaia di metri dalla stazione Termini, sono ben presto diventati argomenti di dibattito della classe politica. Chi da una parte e chi dall’altra come solito fare della classe politica italica che ancora una volta si è divisa per curve e fazioni. Gli stranieri che erano accampati in piazza sono le centinaia di eritrei ed etiopi sgomberati dal palazzo di via Curtatone.

Caos in strada – Così i poliziotti, da un lato, hanno accusato di essere stati oggetto di un attacco con il lancio di qualsiasi oggetto in seguito alla rivolta degli immigrati contrariati dalla decisione di sgomberarli e i migranti, dall’altro lato, che hanno accusato gli agenti di averli trattati selvaggiamente. La decisione di sgomberare i giardini della piazza è stata presa nella serata di martedì dalla Questura dopo che i cittadini stranieri avevano rifiutato la sistemazione alloggiativa che il comune di Roma aveva offerto tra Torre Maura e Boccea. L’accelerazione delle procedure era arrivata appena erano giunte informazioni circa il possesso da parte degli occupanti di bombole di gas e bottiglie incendiarie. Bombole, che secondo quanto riferito dai poliziotti intervenuti, sarebbero anche state lanciate nel corso degli scontri.

Guerriglia urbana – Il caos è scoppiato appena la Polizia è intervenuta. Una guerriglia urbana con il lancio di sassi e bottiglie all’indirizzo degli agenti che hanno utilizzato gli idranti per evitare che venissero accesi liquidi infiammabili e che le bombole di gas in possesso dei migranti potessero far danni. Alcune persone sono state fermate. Dopo lo sgombero e gli scontri gli immigrati sono fuggiti attraverso le vie limitrofe. Piazza Indipendenza è rimasta presidiata dagli agenti per qualche ora.

Bagarre politica – Giusto il tempo di porre fine alla “lotta” sul campo di battaglia che è partita la bagarre politica con ognuno a fare il suo gioco. Le forze più di sinistra a difesa dei migranti e all’attacco dei metodi utilizzati dalla polizia per effettuare gli sgomberi e quelle di destra esattamente alla posizione opposta al fianco degli agenti. Con il segretario della Lega, Matteo Salvini, in testa. Per chi gioca, invece, la sua partita politica più a livello romano l’occasione per attaccare la sindaca Virginia Raggi era di quelle ghiotte e così non sono mancate le critiche all’amministrazione a Cinque Stelle. Con Forza Italia, Alternativa Popolare, Pd e Mdp a prendersela con la Raggi (che nella mattinata di oggi ha partecipato alla celebrazione di commemorazione ad Amatrice per le vittime del terremoto di un anno fa, ndr) come se i metodi di sgombero venissero decisi dalla sindaca. A seguire, nella lunghissima giornata d’inferno nella Capitale, nel dibattito si sono inseriti anche Unicef Italia che ha parlato di bambini terrorizzati da quanto accaduto, poi la Caritas, Medici Senza Frontiere, Arci e chi più ne ha più ne metta. Chi invece ha puntato davvero l’attenzione sulle modalità degli sgomberi è stato Pippo Civati chiedendo chiarimenti al ministro dell’Interno, Marco Minniti. Quantomeno la figura giusta da cui avere lumi.

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di Gaetano Pedullà

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