Rubano carburante dai mezzi Ama per poi rivenderlo, arrestati quattro dipendenti della municipalizzata e tre complici. Sequestrati pure 200mila euro

In Ama sorpresi e arrestati i dipendenti che hanno rubato carburante. Sequestrati pure 200mila euro ottenuti dalla vendita della benzina

Sembra proprio che in Ama c’è chi si è ingegnato per combattere il caro carburante. Quattro dipendenti dell’azienda e tre complici, infatti, hanno pensato bene di rubare la benzina dai mezzi di servizio della municipalizzata capitolina che si occupa dei rifiuti, per poi rivenderla.

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Il sacco del carburante di Ama

Questo il sistema truffaldino, portato alla luce dai finanzieri, per il quale i sette sono stati arrestati e condotti in carcere. Nei loro confronti l’ipotesi di reato è quella di associazione a delinquere finalizzata al peculato. Un’inchiesta che, però, potrebbe allargarsi nei prossimi giorni visto che risultano indagati anche altri sei dipendenti della municipalizzata di Roma. A quest’ultimi, nel corso della stessa operazione, sono stati sequestrati in via preventiva 200mila euro. Questa, infatti, sarebbe la cifra ottenuta dalla vendita del carburante.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, tenuto anche conto della collaborazione fornita da Ama nell’individuare i colpevoli, è stato possibile scoprire il modus operandi della banda. Sostanzialmente i dipendenti infedeli si sarebbero appropriati del prezioso carburante, sia benzina che gasolio, prelevandolo direttamente dai serbatoi degli automezzi oppure utilizzando indebitamente le schede carburante in uso alla società per il rifornimento dei mezzi di servizio.

L’indagine

A dare il via a questa delicata indagine, portata avanti dei militari del comando provinciale della guardia di finanza, è stata un’inchiesta giornalistica del programma televisivo, Le Iene. Una puntata andata in onda nel lontano novembre 2020 quando la iena Filippo Roma ha raccolto la testimonianza una pentita.

Un racconto molto dettagliato su come avvenivano i furti e che, finito all’attenzione dei militari, è confluito in un fascicolo d’indagine. Proprio il lavoro degli investigatori ha permesso, giorno dopo giorno, di trovare riscontri su quanto affermato dalla testimone. E questi, come noto, hanno permesso agli inquirenti di stringere il cerchio attorno ai tredici indagati, sette dei quali sono stati arrestati.

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