Salario minimo, i 5 Stelle scavalcano i dem a sinistra

Dal M5S una mozione al Senato per rilanciare la battaglia sul salario minimo. A spingere l'iniziativa è la capogruppo Floridia.

Mentre il Partito democratico è alle prese con la successione alla segreteria in vista del prossimo Congresso, i Cinque Stelle scavalcano ancora una volta i Dem a sinistra. Tornando alla carica sul salario minimo.

PRESENTAZIONE DDL PER INTRODURRE EDUCAZIONE CIVICA NELLE SCUOLE

Dal M5S una mozione al Senato per rilanciare la battaglia sul salario minimo. A spingere l’iniziativa è la capogruppo Floridia

“Abbiamo presentato una mozione al Senato per impegnare il governo a istituire un Salario minimo legale di 9 euro lordi l’ora, in linea con i parametri di adeguatezza indicati dalla Commissione europea nella direttiva approvata ad inizio ottobre”, annuncia la capogruppo del Movimento a Palazzo Madama, Barbara Floridia (nella foto), insieme ai colleghi della commissione Lavoro, Barbara Guidolin (capogruppo), Elisa Pirro e Orfeo Mazzella. Che di fatto puntano ad impegnare il Governo alla riforma messa a punto nella scorsa legislatura dall’ex ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

“L’Italia – ricordano – è l’unico Paese europeo in cui, fra il 1990 e il 2020, i salari hanno subito una contrazione (-2,9%) – ricordano -. Per tale motivo, occorre intervenire quanto prima per evitare che vi siano ancora contratti collettivi che prevedano minimi retributivi tali da non garantire alle lavoratrici e ai lavoratori un’esistenza libera e dignitosa, come dice l’art. 36 della nostra Costituzione. Con la mozione, inoltre, impegniamo il Governo a valorizzare i contratti collettivi ‘leader’, ossia quelli siglati dai soggetti comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale così da mettere fuorigioco i ‘contatti pirata’, a definire specifici criteri volti a ‘pesare’ il grado di rappresentatività sia delle organizzazioni sindacali che datoriali e a sancire il principio secondo cui le parti sociali sono abilitate a stabilire il trattamento minimo complessivo e il trattamento economico minimo”.

“Come dimostrato da illustri economisti – concludono Floridia, Guidolin, Pirro e Mazzella -, la misura più idonea a contrastare il fenomeno della povertà lavorativa è la fissazione per legge dei minimi salariali. Auspichiamo pertanto che sul testo vi sia la convergenza di tutte le forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione. Il nostro è uno dei pochi Stati europei a non avere un Salario minimo fissato per legge: è giunto il momento di colmare questo vuoto”.

Seguici su Facebook, Instagram e Telegram