Salasso per le discariche abusive. E il 40% è ancora da bonificare. L’Italia paga 43 milioni per ogni semestre di ritardo. Nel mirino di Bruxelles ci sono duecento siti

di Clemente Pistilli
Cronaca
Giuseppe Vadalà

A inquinare ci vuole poco, ma bonificare diventa un’impresa, lunga e costosa. Tanto che, nonostante la procedura di infrazione a cui è sottoposta da sei anni l’Italia, sinora è stato bonificato soltanto pco più del 60% delle discariche abusive finite nel mirino della Commissione europea. Un lavoro difficile affidato al commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale, il generale dell’Arma Giuseppe Vadalà (nella foto) e alla struttura da lui diretta, che ha appena presentato un’articolata relazione sulla situazione alla Camera.

LA PIAGA. Lo scopo principale della struttura gestita dal commissario è quello di eliminare la sanzione economica che sta subendo l’Italia. Un’attività che cerca di sanare ferite profonde inflitte ai territori nel corso di decenni in cui non è prevalso il principio del chi inquina paga. E i risultati non sono mancati, essendo 37 i siti già bonificati o messi in sicurezza e 14,8 milioni di euro le somme risparmiate ogni anno in termini di sanzioni. Una corsa contro il tempo dopo che, nel 2003, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia, a cui sono seguite una prima sentenza di condanna nel 2007, l’indagine disposta dal Ministero dell’ambiente su 200 discariche e la decisione della Corte Europea nel 2014 di infliggere all’Italia una penalità, iniziale, di 42,8 milioni di euro per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie a dare piena esecuzione alla sentenza di tredici anni fa.

Un salasso. Entro la fine di quest’anno è prevista la regolarizzazione del 61,7% dei siti incriminati. Nello specifico: in Veneto del 42,8%, in Abruzzo del 92,3%, nel Lazio del 62,5%, in Campania del 71,4%, in Puglia del 50%, in Calabria del 42,4% e in Sicilia del 77,7%, mentre in Toscana l’unico sito sotto accusa è già stato bonificato. Particolare infine la situazione delle Marche, dove l’infrazione riguarda una sola discarica ancora tutta da bonificare. Le bonifiche dovrebbero essere tutte ultimate entro il 2 giugno 2022. Per quanto riguarda infine la penale successiva alla sentenza di condanna per le 200 discariche abusive, verrà liquidata dall’Italia sino alla permanenza in stato di infrazione di ciascuna discarica. Si tratta di 400.000 euro per ogni discarica con rifiuti pericolosi e di 200mila per ogni altra discarica.