Viva il decreto, anzi no che schifo il decreto: le mille giravolte di Salvini e della Lega

matteo salvini porta a porta
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Oggi il Fatto Quotidiano si esibisce in un’impresa di grande difficoltà: mette assieme tutte le giravolte di Matteo Salvini e della Lega sul decreto riaperture. Segnalando che il Carroccio sulla norma ha cambiato idea in più occasioni.

Viva il decreto, anzi no che schifo il decreto: le mille giravolte di Salvini e della Lega

La storia comincia appena una settimana fa, quando il decreto fu preannunciato da Mario Draghi in conferenza stampa, Salvini era in estasi: “Finalmente! Ha prevalso il diffuso buonsenso”. E ancora: “Era il nostro obiettivo, si torna a vivere, a bersi un caffè non solo a mezzogiorno ma anche alle 7 di sera, a mangiare una pizza alle 8 e mezzo, a fare gli allenamenti sportivi. E con un calendario di aperture preciso ci sono delle date per piscine, palestre, cinema, matrimoni, teatri”. Insomma, con dono della sintesi: “È il ritorno alla vita”.

Questo perché la Lega “contro tutto e tutti è riuscita a far tornare il buonsenso. Un’analisi condivisa dal governatore del Veneto Luca Zaia, che di Salvini è il più grande rivale interno al partito: “Ha vinto la Lega”. Passano sette giorni e tutto cambia, d’improvviso il decreto diventa irricevibile. E Salvini cambia rotta: “La Lega chiede di dare fiducia agli italiani che hanno dimostrato per un anno pazienza e rispetto delle regole. Non potevamo votare un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco, limitazioni ”.

Parole simili a quelle utilizzate da alcuni dei leghisti più irrequieti, come Claudio Borghi o Alberto Bagnai. Armando Siri, per esempio, ha una crociata personale contro Roberto Speranza: “La
stagione dei limiti alle libertà fondamentali non può essere prorogata in eterno”. Alla prossima giravolta, si vedrà.

Leggi anche: Riaperture: il testo del decreto legge 22 aprile 2021 n. 52 in pdf

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Le nomine per tutte le stagioni

Evitando le buche più dure – vedi le parole gravissime del sottosegretario Durigon – Draghi si tiene buono il Parlamento fotocopiando senza il fuoco di sbarramento visto con Conte la stessa prudenza sulla pandemia del suo predecessore. Merito di una situazione sanitaria che migliora, ma

Continua »
TV E MEDIA