Ora Salvini vuole da Draghi impegni scritti sulle tasse. Il dem Provenzano: “È una mina per il governo. Non è accettabile che una forza politica entri ed esca dal Cdm a seconda delle convenienze”

MATTEO SALVINI
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“A breve incontrerò Draghi. Io mi fido di Draghi e se l’obiettivo mio e suo è comune mettiamolo per iscritto. Oggi ci siamo noi che abbiamo la stessa idea, quindi lasciamo per iscritto per chi arriverà dopo che non ci sarà nessuno che pagherà più tasse”. È quanto ha detto a Rtl102.5 il segretario della Lega, Matteo Salvini tornando sui temi al centro dello scontro tra Lega e Governo (leggi l’articolo).

“Ci sono titoli di giornali che leggo da anni dove la Lega è morta e prende schiaffi – ha aggiunto il leader del Carroccio -, invece siamo qua e in forma; semplicemente non vogliamo nuove tasse sulla casa. Siamo entrati nel Governo per superare l’emergenza e su questo si sta correndo. Una riforma che dice che nessuno paga di più o di meno o non serve o qualcosa non torna. Adesso nel 2021 nessuno pagherà di più ma domani chissà, oggi mi fido di Draghi ma domani?”.

“Ci sono degli articoli nella delega fiscale che vanno tolti – ha detto ancora Salvini – mentre tutto il resto va benissimo, quello che tutte le associazioni contestano è l’aggiornamento dei valori catastali che rischia di comportare un aumento. A me interessa che nessun italiano paghi un euro in più di tasse, per questo siamo entrati nel governo, è impensabile che qualcuno sulla casa paghi di più, sull’emersione degli immobili fantasma siamo assolutamente d’accordo”.

“Salvini è una mina per il governo e per Draghi. Le elezioni hanno gettato in uno stato confusionale la Lega” ha detto a Sky Tg 24 il vicesegretario del Pd, Giuseppe Provenzano. “Salvini segue il calendario elettorale – ha aggiunto l’esponente dem – il suo è un fallo di reazione. Il vero sconfitto dalle amministrative è Salvini con la Lega. Da parte nostra il governo non rischia. Il mandato del governo non si è esaurito. Il Pd rafforzerà l’azione del governo. È la Lega che deve chiarire o le turbolenze potrebbero crescere e questo sarebbe un problema per tutti. Non è accettabile che una forza politica entri ed esca dal consiglio dei ministri a seconda delle convenienze”.

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