Salvini esulta per la Brexit. E Trump si pappa il Regno Unito. Londra sarà il cavallo di Troia degli Usa in Europa. Il Capitano non l’ha capito o finge di non capire

di Davide Manlio Ruffolo
Politica

“Adesso Gran Bretagna e Stati Uniti sono liberi di mettere a punto un grande e nuovo accordo commerciale dopo la Brexit. Questo accordo ha il potenziale per essere il più redditizio di qualsiasi accordo mai siglato con l’Ue”. Di certo non ha usato giochi di parole, anzi Donald Trump non poteva essere più chiaro di così commentando la schiacciante vittoria dei Tory nel Regno Unito che, evidentemente, nasconde significati che vanno ben oltre il semplice risultato elettorale e che svelano le contraddizioni della bufala sovranista. In gioco, infatti, c’è il destino del vecchio continente che più di qualcuno vuole dividere in modo da far andare in frantumi la già fragile Unione europea che, è bene sottolinearlo, non manca di storture anche gravi. E per farlo quale occasione migliore poteva esserci se non quella di cavalcare il malcontento degli inglesi, come fatto puntualmente dall’amministrazione Trump nelle ultime settimane, così che tutti votassero per il partito del conservatore Boris Johnson che proprio su Brexit ha fondato la propria linea politica?

GIU’ LA MASCHERA. Un piano geniale che ha trasformato il Regno Unito, costretto a stringere un patto con gli Usa, nella testa di ariete americana che potrà martellare e frantumare l’Europa. Già perché, a ben vedere, quello che accadrà non sarà di certo la sbandierata riconquista dell’indipendenza del Regno, come raccontato dai Tory che denunciavano le ingerenze europee, ma semplicemente un suo passaggio dalle sfere d’influenza Ue a quelle che verranno esercitate oltreoceano. Tutto ciò dovrebbe causare un brivido di terrore nei sovranisti nostrani che non potrebbero fare a meno di notare come, in un mondo globalizzato, non c’è possibilità per uno Stato di fare da sé.

Del resto se non può farlo il Regno Unito che ha al suo attivo la solida sterlina, il sistema commerciale del Commonwealth e una democrazia tra le più evolute del mondo, figuriamoci come potrà farlo l’Italia con tutti i problemi che ha e con una moneta tutta da inventare. Eppure già ai primi exit poll, arrivati nella nottata di ieri, il leader della Lega Matteo Salvini ha prontamente esultato twittando: “Go Boris Go! Sinistra sconfitta anche in Gran Bretagna!”. Un’euforia che, contrariamente a quanto potrebbe provare a far credere qualcuno, non può essere riferita al risultato ottenuto dal popolo britannico che, infatti, non viene neanche citato.

SOGNANDO ITALEXIT. Ecco che senza volerlo il Capitano, con un solo tweet e ignorando che ormai il bluff sovranista è stato svelato involontariamente da Trump, ha gettato la maschera pure sul suo desiderio di uscita dall’Ue. Eppure non più tardi del 5 dicembre scorso, il Capitano ha affermato esattamente il contrario. In quell’occasione, infatti, il deputato leghista e presidente della commissione Finanze, Claudio Borghi, intervistato dalla trasmissione Agorà ha parlato di una possibile Italexit in questi termini: “Penso sia in ogni caso un argomento. È vietato presentare e rappresentare le istanze di un 25% di persone? Io penso sia un dovere. Poi per far qualsiasi cosa ci vuole la maggioranza. C’era un accordo di governo che noi avevamo firmato per non parlarne ma nessun argomento può essere tabù”. Frasi che Salvini ha subito smorzato spiegando: “Nessuna uscita dall’Euro o dall’Europa, la Lega vuole solo fermare un governo che mette a rischio la sovranità degli italiani”. Parole su cui, a questo punto, è più che lecito dubitare.