Salvini fa l’indignato. Ma i pieni poteri li chiese lui al Papeete. Nuovo delirio negazionista sul virus. In linea con Bolsonaro, Trump & C.

di Giuseppe Vatinno
Politica

Matteo Salvini e tutto il centro-destra liberal-anarco-demo-plutocratico insorge contro l’ipotesi di prolungare lo stato di emergenza per la pandemia fino a fine anno. Si tratterebbe di un caso anti-democratico di “pieni poteri” che fa inorridire la democrazia neroverde. Eppure c’è stato qualcuno che di questi tempi estivi e quindi solo un anno fa chiedeva per sé il Potere con la P maiuscola. “Non sono nato per scaldare le poltrone. Chiedo agli italiani, se ne hanno voglia, di darmi pieni poteri. Siamo in democrazia, chi sceglie Salvini sa cosa sceglie” – affermava il leader padano in una incredibile dichiarazione che sembrava la pubblicità ad una azienda di formaggi. La destra vuole rimuovere in un delirio di negazione la presenza del virus nella nostra società e ribalta la logica: “Il virus non c’è perché stanno tutti al mare”, questo il fine ragionamento alla Bolsonaro che fanno i leader nostrani rovesciando i termini della questione.

E poi le mascherine messe con fastidio e riluttanza, la negazione della loro utilità, la fissazione per il complotto in laboratorio, la parola “libertà” declinata come “faccio come mi pare”, le cure miracolose, le boiate alla Trump che si inietta il disinfettante, l’avversione ai vaccini, sono tutti segni di una profonda disaffezione per la ragione e se vogliamo per un saggio illuminismo razionale. Che poi, se le conseguenze di questi comportamenti sciocchi fossero limitate a loro stesso non ci sarebbe niente di male, anzi a qualcuno farebbe pur piacere, ma il punto è che questa forma mentis mette a rischio l’intera società e non solo chi compie questi atti sconsiderati. E Salvini sembra non leggere i lavori scientifici che ci dicono che il lockdown ha salvato almeno 800.000 persone, a loro interessa solo un mal compreso concetto di libertà come appunto anarchia totale e poi ovviamente i soldi che sono sempre da mettersi davanti alla salute.

E poiché i costumi italiani sono quelli che sono assistiamo tutti al dilagare di comportamenti assolutamente menefreghisti riguardo agli altri: assembramenti, effusioni a go-go, distanze sociali non rispettate, promiscuità ovunque e siamo in estate. Che succederà, caro Salvini, in autunno e soprattutto in inverno? Con l’arrivo del freddo tutti gli esperti sono d’accordo a dire che la situazione peggiorerà fisiologicamente come in tutte le pandemie e mantenere lo stato di emergenza (almeno) a fine anno è una garanzia per la sanità di cittadini perché permette di gestire al meglio e in maniera agile il complesso iter burocratico delle azioni da intraprendere, che devono essere il più possibile mirate e soprattutto rapide, anzi rapidissime.

Salvini si è paragonato qualche giorno fa a Berlinguer, partendo di delirio, forse perché riteneva bastasse una sua imbarazzante messinscena giovanile, quando aveva costituito i “comunisti padani” per lucrare qualche posto nel partito, insieme all’orecchino, a fare di lui un emulo del “Che”. Ma i suoi discorsi lo smascherano, rilevando la sua vera natura.