Salvini insiste con la Federazione. Ma Forza Italia lo ha già mollato. I sondaggi in picchiata della Lega aumentano i dubbi. E tra i berluscones si allarga il fronte degli scettici

Salvini insiste con la Federazione. Ma Forza Italia lo ha già mollato
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Doveva essere il kingmaker capace di far pesare i numeri del Centrodestra nella partita per il Quirinale ma ha fallito. Così Matteo Salvini, sfidato apertamente da Giorgia Meloni, ha provato a reinventarsi uno spazio politico lanciando la proposta di un partito federale con Forza Italia – ma senza Fratelli d’Italia che si è già chiamato fuori, sul modello di quello repubblicano a stelle e strisce (leggi l’articolo). Peccato che tra il dire e il fare ci sono di mezzo i sondaggi e, soprattutto, i potenziali alleati con cui condividere un simile progetto. Ed è proprio dai primi che si nota come la strada è in salita.

Già perché sono lontani i tempi in cui Salvini sembrava capace di trasformare qualsiasi cosa in consenso elettorale visto che il suo gradimento e quello della Lega sono in picchiata. A dirlo è l’ultimo sondaggio di Ghisleri per La Stampa che vede il Carroccio al terzo posto, con il 16,7% delle preferenze, ma in flessione dell’1,8% dei consensi. Con questi numeri, tra l’altro pressoché identici a quelli rilevati da Swg martedì, è chiaro che l’appeal della Lega è di gran lunga inferiore rispetto al passato. Inoltre viene confermato un trend negativo che va avanti ormai da tempo e che sta spaventando i potenziali alleati di Forza Italia che, infatti, si dicono aperti ad un’ipotesi di federazione a patto che questa “non avvenga a freddo”.

Può sembrare una richiesta di evitare forzature, cosa che in parte è, ma dietro queste parole sembra esserci di più. I forzisti, infatti, non sembrano entusiasti di aderire ad un progetto che fu lanciato nel 2016 da Silvio Berlusconi tra l’ilarità dei principali protagonisti del Centrodestra e che ora, con la più classica delle giravolte, Salvini sembra deciso a intestarsi.

IL NAUFRAGIO POLITICO. Critiche che non vengono più nemmeno mascherate ma che, addirittura, arrivano da quanti un tempo venivano dati come simpatizzanti del leader leghista. Una su tutte è la senatrice di Fi, Licia Ronzulli, che a Rainews24 spiega che “Forza Italia era andata al governo con Monti, poi aveva fatto il patto del Nazareno e il governo con Letta e la coalizione di centrodestra ha tenuto. Non penso sia una questione di governo ma di capacità di leadership”.

“Berlusconi ha guidato la coalizione per 25 anni, è la generosità che manca nella coalizione” aggiunge la Ronzulli spiegando che “chi guida la coalizione per tenerla unita deve rinunciare a un pezzetto di sovranità”, “non si può andare avanti in una coalizione a strappi, diktat e aut aut”. Perplessità che vengono palesate anche dal deputato di Fi e sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, che sembra chiudere le porte alla federazione per aprirle a un progetto centrista: “Nella ripartenza del Centrodestra, Forza Italia rivendica la propria autonomia, la centralità del Presidente Berlusconi e la ritrovata armonia con le forze moderate di centro che si riconoscono nel Ppe”.

Ma che il progetto politico di Salvini, il quale sembra scimmiottare Donald Trump, sia confuso lo si capisce anche dall’ultima apertura fatta al governatore della Liguria, Giovanni Toti, dopo giorni di attacchi reciproci. “Toti è ancora nel Centrodestra? Chiedetelo a lui, noi non siamo permalosi. Io non allontano nessuno”. Peccato che il ramoscello d’ulivo sembra sia stato rispedito al mittente da Toti che piuttosto della federazione di Salvini preferirebbe “un partito contenitore aperto a tutte quelle anime con meccanismi all’americana di selezione interna della classe dirigente, attraverso primarie aperte. Cioè un partito scalabile anche da anime e culture politiche oggi estranee alle Lega”.