Salvini salta subito sul carro del Papa. Fino a ieri lo definiva amico dei migranti e progressista. Ma nonostante i rosari Matteo è lontano anni luce da Bergoglio

MATTEO SALVINI
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E così Matteo Salvini tenta di saltare ancora una volta – ospite indesiderato – sul carro del Papa. Ma per salirci non bastano un paio di coroncine di rosario da snocciolare ogni volta che conviene, serve ben altro e cioè una adesione ideologica ai valori del cristianesimo bergogliano che – come noto – sono esattamente all’opposto di quelli della Lega. E non basta che qualche volta, casualmente, succeda che ci sono coincidenze di vedute. Infatti è del tutto inevitabile in una dottrina, quella cristiana, che abbraccia la società a 360 gradi.

E se il Vaticano esprime – correttamente – le sue perplessità sul ddl Zan (leggi l’articolo) non tanto per motivi di libertà di espressione come invece hanno fatto laicamente alcuni partiti ed esponenti della società civile ma per violazione de Concordato, non può Salvini strumentalizzare questa posizione per portare acqua, cioè voti, al Centrodestra. Si tratta infatti di una manovra di bassa lega – e scusate il gioco di parole non voluto -, una di quelle tante piccole astuzie che in realtà si rivelano povere furbizie a cui ci ha abituato Salvini alla cui conversione non crede nessuno.

“E’ incredibile come quando una parte della Chiesa dice qualcosa che a sinistra piace ‘evviva evviva’, quando da parte della Chiesa arriva la difesa della libertà di pensiero e dell’idea di famiglia – ha sostenuto il leader della Lega riferendosi del ddl Zan – allora è una ingerenza. Mi spiace per Pd e M5S ma sono in assoluta sintonia, dobbiamo punire discriminazioni e abusi perché il diritto all’amore è di tutti, togliendo fuori dalla competizione partitica i bambini e le scuole e non inventandosi nuovi reati di opinione”.

Salvini, dunque, vorrebbe mettere solo il suo cappello d’alpino, cioè leghista – e il generale Figliuolo ci scuserà l’ardire del paragone – Oltretevere in cui invece, come è noto, è assolutamente ospite sgradito, come lo stesso Papa più volte ha fatto capire a chiare lettere sia nella sua funzione dottrinale – vedasi i continui richiami ai valori evangelici a favore dei migranti – sia in quella più propriamente pastorale che informa l’agire sociale del cristiano. Non bastano momentanee e casuali concordanze per fare della Lega un partito confessionale né può essere il cristianesimo in funzione anti-islamica e valoriale di una supposta missione moralizzatrice occidentale.

E ciò va a colpire a fondo proprio il pensiero leghista che vuole utilizzare il cristianesimo – o meglio il cattolicesimo – a supporto delle sue campagne contro gli stranieri legati a diverse religioni. E poi non tutto il centrodestra supporta il divorziato Salvini in questa posizione. La divorziata Meloni ha almeno la correttezza etica di non intervenire su temi così delicati. Se Fratelli d’Italia sta superando la Lega forse qualche domanda il suo leader se la dovrebbe porre. E poi c’è anche divorziato Berlusconi, che è un cattolico liberale, costellato di zie suore, che rappresenta a destra un cattolicesimo sicuramente più gradito al Vaticano.