Salvini scopre il disastro lombardo. Ma scarica la colpa sui tecnici. Il mea culpa del Capitano assolve la giunta Fontana. De Rosa (M5S) non ci sta: scelte politiche fallimentari

SALVINI FONTANA
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L’ammissione arriva direttamente dal segretario federale in persona: è Matteo Salvini ieri, a margine della sua visita alla sede del Telefono Donna all’ospedale Niguarda di Milano, a constatare che in Lombardia, regione guidata dal leghista Attilio Fontana, la campagna vaccinale non sta funzionando come ci si aspettava, nonostante sia stato chiamato ad occuparsene l’ex Capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Lo fa però scaricando tutte le colpe sui tecnici: “Siamo uno Stato, siamo 10 milioni, ho sentito Fontana, la Moratti e Bertolaso, oggi sarò in Regione, bisogna correre, se qualcuno ha sbagliato paga. Anche nella macchina tecnica di Regione Lombardia evidentemente c’è qualcuno che non è all’altezza del compito richiesto”.

Il fatto di ignorare del tutto la responsabilità politica – a cui di fatto spetta il ruolo decisionale nonché la scelta degli stessi tecnici – non è andato giù al capogruppo M5S al Pirellone, Massimo De Rosa che, interpellato da La Notizia, commenta così le dichiarazioni del leader del Carroccio: “C’è voluto un anno, ma a quanto pare finalmente anche Regione Lombardia si è accorta dei problemi di Regione Lombardia. Imbarazzato e imbarazzante, Matteo Salvini oggi ha ammesso ciò di cui il mondo si era reso conto ormai da un anno, cioè che in Regione Lombardia c’è qualcuno non all’altezza, scaricando però la colpa sui tecnici e dimenticando di dire che i tecnici gli sceglie la politica, che in Regione Lombardia è in mano al centrodestra.

Quella di Aria, la piattaforma regionale degli acquisti della regione nata dalle ceneri di enti già poco efficienti, è una vera epopea del fallimento, una via crucis di sperpero di tempo e risorse dei cittadini lombardi. Dai camici donati ma fatturati al cognato del presidente presidente Fontana, ai bandi in ritardo e sbagliati per i vaccini antinfluenzali. Senza dimenticare l’incapacità nel rifornire di presidi di protezione la regione durante la prima ondata. Motivo per cui è stata bypassata dall’intervento dell’assessore Raffaele Cattaneo, il quale ha gestito le forniture in emergenza.

Una gestione il cui fiore all’occhiello è la fornitura delle tristemente note mascherine-pannolino. Sono cambiati i vertici, anche grazie alle pressioni esercitate dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle in Consiglio Regionale, ma i disastri non si sono fermati. Arriviamo al fallimento della piattaforma di prenotazione per la campagna vaccinale anticovid: costata 22 milioni di euro e già messa da parte. Prima gli anziani convocati per il vaccino a chilometri da casa, perché nessuno si era preso la briga di aggiornare i Cap comunali, poi le finte convocazioni ai cittadini, subito smentite da sms di rettifica. In alternativa, nessun feedback.

Sono centinaia di migliaia gli anziani che ancora attendono, esattamente come i pazienti oncologici. Le scuole chiudono, anche perché la campagna vaccinale del personale scolastico è partita con colpevole ritardo – spiega De Rosa – , perché nessuno in Regione Lombardia si era posto il problema di chiedere alle scuole gli elenchi dei docenti. Anche per loro nessun feedback. E arriviamo all’ultimo capolavoro di efficienza del modello Bertolaso-Moratti-Fontana: per tre giorni chiunque ha potuto iscriversi alla piattaforma di prenotazione. Risultato? Bisognerà perdere tempo per controllare chi sono i veri insegnanti e cancellare la prenotazione degli altri. Per mesi abbiamo denunciato in Consiglio regionale le falle di Aria. Ora la regione accetterà l’aiuto di Poste Italiane, proprio come il M5S suggeriva mesi fa, con Stefano Buffagni. Questo costerà ai lombardi ulteriori tre settimane di attesa”.