Salvini spiazza pure Forza Italia. La virata di Matteo su Draghi insospettisce Berlusconi che corre a Roma a incontrare il premier incaricato

SILVIO BERLUSCONI
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Da sovranista inflessibile a europeista convinto, da difensore dei confini contro le invasioni di migranti a fautore di una politica migratoria da gestire a livello di Ue. Vista con Mario Draghi la possibilità di rimettere piede a Palazzo Chigi e soprattutto di poter gestire una fetta rilevante dei fondi del Recovery, Matteo Salvini ha fatto una completa inversione di marcia. Si muove ormai da uomo delle istituzioni, cercando di cancellare ogni traccia del rivoluzionario nazionalista. “Draghi non è Monti. Investe, non taglia”, hanno continuato a ripetere ieri dalla Lega.

“Altri mettono veti e fanno capricci, noi abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo”, ha aggiunto il Capitano. Ma ormai anche le altre forze politiche di veti ne stanno mettendo assai pochi. “Io non sono contrario all’Europa, se qualche potere forte dell’Europa aiuta l’Italia a curarsi, evviva”, ha affermato sempre Salvini. Un riposizionamento che impedisce nel campo del centrodestra di sedere nei luoghi del potere alla sola Forza Italia e per cui il Carroccio sembra pronto a cambiare linea anche a Bruxelles.

“Auspico che anche la Lega possa dare il suo via libera al Regolamento perché è essenziale che nel 2021 arrivi la prima tranche del Recovery fund”, ha dichiarato l’azzurra Maristella Gelmini, sul voto previsto all’Europarlamento. E tanto per non perdere il posto in prima fila alla luce del nuovo corso leghista, oggi a Roma, all’incontro con il premier incaricato, si è presentato anche lo stesso Silvio Berlusconi.

“La gravità dell’ora impone a tutti di mettere da parte i calcoli, le tattiche, gli stessi interessi elettorali” ha detto il Cavaliere, al termine delle consultazioni con Draghi. “Quello che nasce – ha aggiunto – è un governo che si fonda sull’unità del Paese e delle forze politiche senza preclusione alcuna”.

“Questo naturalmente – ha aggiunto Berlusconi – non significa la nascita di una maggioranza politica fra partiti alternativi fra loro per cultura, per storia, per valori di riferimento. E’ invece la risposta ad una grave emergenza e durerà per il tempo necessario a superare questa drammatica crisi sanitaria, sociale ed economica. Una risposta credibile di fronte all’Europa e al mondo”.