Salvini straparla di Bibbiano. Ma a cambiare gli affidi sono i 5S. In Parlamento arriva la proposta di legge della Ascari. Più controlli sull’allontanamento coatto dei minori

di Antonio Acerbis
Politica

Mai più business sulla pelle dei bambini, mai più casi come quelli avvenuti a Bibbiano. Alla Camera parte l’iter della proposta di legge targata Movimento 5 stelle, a prima firma Stefania Ascari, in materia di affido dei minori. Il testo, depositato a Montecitorio il 31 luglio scorso con la firma di tutti i componenti 5 stelle in Commissione Giustizia, è stato incardinato ieri. Si parte, dunque. Al di là delle parole pronunciate da Matteo Salvini a Pontida dove è stato protagonista di una gaffe clamorosa e a tratti inquietante dato che ha presentato sul palco una bambina dicendo che era una delle vittime del caso Bibbiano pur provenendo da un altro posto e pur non comparendo nell’inchiesta condotta in Emilia Romagna. Dai Cinque stelle, dunque, arriva una risposta concreta al populismo leghista, una risposta che, al di là di mille parole, mira adesso a risolvere concretamente la questione degli affidi dei minori.

IL TESTO. La proposta di legge, infatti, interviene interviene sul sistema delle tutele del minore nei procedimenti in tema di responsabilità genitoriale definito dal Codice civile e sull’attuazione dei provvedimenti giurisdizionali di collocazione extra familiare dei minori, introducendo specifici criteri che orientino l’intervento del giudice con l’obiettivo di limitare quanto più possibile l’allontanamento dei minori dalla propria famiglia di origine. Questo sarebbe resto possibile da una disciplina più dettagliata rispetto al passato. In particolare il provvedimento che limita la responsabilità genitoriale può essere adottato solo se siano previsti modalità e tempi strettamente necessari a rimuovere il pericolo e, dunque, a giustificare l’allontanamento. Non solo.

Con riguardo all’allontanamento del minore, la disciplina vigente dell’affido si limita a prevederne la possibilità per “gravi motivi”. La riforma mira invece a individuare i criteri per i quali orientare la decisione del giudice secondo il “fine preminente della tutela e della salvaguardia dell’unità familiare e della permanenza del minorenne nel proprio contesto domestico abituale”. Esattamente come prevede la Convenzione di New York del 1989 sui diritti del fanciullo. Fondamentale è anche l’aspetto relativo alla durata dell’allontanamento, tema su cui si è tanto dibattuto dato che l’affido dura spesso e volentieri più di quanto consentito.

Con riguardo all’esecuzione del provvedimento, infatti, la legge prevede l’obbligo, a pena di nullità, di indicazione da parte del giudice della durata dell’allontamaneto e la possibilità di proroga. Inoltre, l’allontamento dovrà essere sempre eseguito da personale specializzato (cosa che oggi non sempre è garantita) e le modalità non devono essere tali da provocare turbamento nel minore. Inoltre, altro aspetto molto importante, è prevista la sospensione dell’esecuzione qualora il minore opponga resistenza o manifesti in modo evidente la volontà di non distaccarsi dal genitori.

IL BUCO NERO. Se la proposta della Ascari dovesse diventare legge, ci troveremmo davanti a un cambiamento epocale che potrebbe rivoluzionare quanto visto e fatto oggi nel mondo minorile Parliamo, dopotutto, di un orizzonte vastissimo. Secondo gli ultimi dati, contenuti in una relazione pubblicata nella scorsa legislatura dalla commissione d’inchiesta sull’infanzia, i minori “fuori famiglia” sarebbero oggi circa 30mila. Ma i dati, secondo molti, sarebbero per difetto. Ecco un altro aspetto su cui intervenire: una banca dati che tenga conto di quanti sono gli ospiti di case famiglia.