Salvini sui rom non si ferma, ma Conte lo stoppa. Attacchi anche dal Consiglio d’Europa

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Sul censimento Rom, il Consiglio d’Europa attacca Salvini che, poi, in parte fa retromarcia dopo un colloquio con Conte. “Fare un censimento delle  persone sulla base delle loro origini etniche violerebbe apertamente gli standard europei e internazionali sui diritti umani”. A dichiararlo è Dunja Mijatovic, commissario  dei diritti umani del Consiglio d’Europa, che ritiene le parole pronunciate dal ministro Salvini “inquietanti” perché stigmatizzano i Rom e dividono gli italiani in base alla loro origine etnica. Confido che la ragione alla fine prevarrà –  afferma Mijatovic -. Sono preoccupata che le parole utilizzate portino con loro il rischio di innescare l’odio e la violenza contro i Rom”, aggiunge Dunja Mijatovic riferendosi alle dichiarazioni fatte dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.  “I politici devono astenersi dall’utilizzare una retorica provocatoria che eguaglia gruppi di persone ai criminali o che il disumanizza” conclude il commissario.

Sul tema dei Roma, “ho appena parlato con Conte”. Nel tardo pomeriggio Salvini chiarisce che  “non c’è nessuna crepa nel governo, l’intesa è granitica. Gli ho spiegato che il censimento dei rom possiamo chiamarlo controllo, verifica, anche Giovanni, ma è solo una questione di rispetto del codice penale e civile. C’è con il premier una totale condivisione”. Con una nota ufficiale, il premier aveva definito le schedature dei rom “incostituzionali”. Poco prima, il leghista aveva cominciato a correggere il tiro, sotto le pressioni dei Cinque Stelle, che gli avevano ricordato come il censimento rom non fosse nel contratto: ” La mia priorità per il momento è la questione dell’immigrazione, quella della sicurezza, del terrorismo e lotta alla mafia. Lo so anch’io che il censimento dei  rom non è nel contratto. Ma credo che il rispetto del codice penale e civile da parte di tutti sia più importante del contratto di governo”.

Tra due-tre giorni proposta sui migranti – “Stiamo scrivendo la riforma del Trattato di Dublino e una nuova politica di sicurezza, di antiterrorismo e di immigrazione che proporremo a tutti gli alleati. Non so se ci saranno multe, ma l’Italia sarà protagonista. Stiamo lavorando alla stesura in queste ore, dovete avere due o tre giorni di pazienza”, ha detto Salvini commentando la proposta del presidente della Camera, Roberto Fico, di multare il primo ministro ungherese, Viktor Orban, che non rispetta le quote sull’accoglienza dei migranti .

Di Maio: non ho il complesso Salvini – “Quello di Salvini è un complesso che non ho: abbiamo stili completamente diversi ma il presidente Conte sa fare la sintesi”. Lo ha detto il vicepremier e ministro  del Lavoro, Luigi Di Maio, durante la registrazione di ‘Porta a  Porta, aggiungendo: “Quando Salvini ha detto che non faremo un censimento, ho detto che sono d’accordo con lui e mi fa piacere che abbia corretto il tiro, perché secondo la nostra Costituzione i censimenti su base razziale non si possono fare. Altra cosa è la sicurezza nei campi rom e su questo sono d’accordo. Il tema della sicurezza è un tema importantissimo”. Così il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, ospite a  Porta a Porta.

Inneggiano a Salvini e sparano a due migranti – Due ragazzi originari del Mali, Daly e Sekou, beneficiari del progetto Sprar di Caserta, gestito dal centro sociale Ex Canapificio, dalla Comunità Rut delle Suore Orsoline e dalla Caritas, hanno denunciato di essere state vittime di un episodio razzista.  Intorno alle 22 dello scorso 11 giugno, mentre tornavano a casa, sono stati avvicinati da una Fiat Panda di colore nero, a bordo della quale viaggiavano tre giovani italiani che, brandendo una pistola ad aria compressa al grido “Salvini, Salvini!”, hanno esploso due colpi di pistola a distanza ravvicinata, uno dei quali ha colpito al torace Daby, ferendolo ed un altro, esploso all’indirizzo di Sekou, è andato a vuoto. Accompagnati da un’operatrice legale e dall’avvocato difensore, i due hanno sporto denuncia alla polizia. “Siamo profondamente sconcertati e indignati – hanno commentato i responsabili del centro sociale Ex Canapificio dello Sprar di Caserta – per quello che è accaduto ai due ragazzi che sono tuttora spaventati”. Daby e Sekou sono arrivati in Italia più di due anni fa dopo essere fuggiti dal Mali. Daby, dopo anni di attesa, è riuscito ad ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciatogli dalla Commissione territoriale per la protezione internazionale di Caserta.

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di Gaetano Pedullà

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