San Gennaro 2017, il miracolo si ripete. Il sangue del patrono si scioglie. Tra i politici presenti, oltre a de Magistris e De Luca, pure Di Maio

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Si scioglierà o non si scioglierà? Era questa la domanda, insieme alla litania delle “parenti di San Gennaro”, che dalle prima luci del giorno risuonava per Napoli e nel Duomo della città. E alla fine il sangue si è sciolto. Ancora una volta il sangue di San Gennaro si è sciolto, buon auspicio per la città di Napoli. E ancora una volta il miracolo è avvenuto mentre la reliquia era ancora custodita nella cassaforte della cappella di San Gennaro, all’interno del Duomo. Ad annunciare lo scioglimento per prime, le “parenti” del Santo, che, come da tradizione, avevano iniziato le loro preghiere e invocazioni alle prime luci del mattino. Poi il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, alle 10,05 ha ufficializzato dall’altare del Duomo il miracolo: “cari amici, con grande gioia e commozione vi annunzio che il sangue di San Gennaro si è sciolto”. Poi ha ringraziato il Signore “che ancora una volta ha manifestato la sua bontà nei riguardi di tutti i napoletani”.

Città e soprattutto Duomo blindati per il miracolo, con con barriere di new jersey lungo la strada che porta alla cattedrale ad evitare attentati e più di 200 uomini delle forze dell’ordine in borghese o in divisa per fronteggiare eventuali pericoli per la folla di fedeli e curiosi che stazionano l’esterno del Duomo e all’interno della chiesa dove ora e’ in corso la messa.

Alle ore 9 era prevista l’apertura della Celebrazione della solennità del patrono, presieduta dal cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. Quest’anno oltre il sindaco Luigi De Magistris e il governatore Vincenzo De Luca presenti, tra gli altri, il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi e il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, fresco di “investitura” a candidato premier del Movimento 5 Stelle.

La storia del Santo – La storia di San Gennaro è quella di un napoletano, nato nella seconda metà del III secolo, eletto vescovo di Benevento e decapitato per ordine di Diocleziano il 19 settembre del 305. Si narra che durante l’esecuzione, una nobildonna, Eusebia avesse raccolto in due ampolle il sangue del martire, custodendolo con molta venerazione e che dal 1389 il liquido custodito nell’ampolla si liquefa. Segno prodigioso che indica vicinanza del santo alla sua città, Napoli.