Sanchez bastona Salvini. Con gente come lui l’Europa è morta. Affondo del premier spagnolo sui partiti vicini a Putin

Sanchez
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Attaccare oggi Matteo Salvini è diventato un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Finito nel mirino per i suoi legami con la Russia di Putin, sbeffeggiato dal sindaco polacco di Przemysl (dove si era recato per una passerella) sempre per i suoi rapporti incestuosi con il presidente russo, ieri il leader della Lega è finito nuovamente nel tritacarne. Questa volta per mano del premier spagnolo Pedro Sanchez.

Attaccare Salvini è diventato un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Questa volta è stato il premier spagnolo Sanchez.

Se al governo andassero leader come Salvini per l’Europa sarebbe la morte, ha detto Sanchez. Vladimir Putin “ha sostenuto” leader con cui Vox “si è riunito negli ultimi anni”, come Salvini o Le Pen, perché “ciò che desidera” sarebbero “governi autoritari in Europa”, ha sostenuto nel Parlamento spagnolo Sanchez, in un discorso rivolto al leader di Vox, Santiago Abascal.

“Se in Italia governasse Salvini, in Francia Le Pen, e voi aveste qualche responsabilità di governo in Spagna, sarebbe la morte dell’Ue”, ha aggiunto. “Ma questo non succederà, né la Spagna né l’Europa permetteranno che voi e i vostri movimenti politici governiate in Europa, l’Ue prevarrà e non ce la farete né lei né Salvini né Le Pen”.

Parole che hanno entusiasmato la sinistra italiana. Il segretario del Pd sui social ha rilanciato il video del discorso di Sanchez e lo ha accompagnato con parole eloquenti. “Con quello che sta succedendo, con l’invasione russa, cosa sarebbe dell’Europa oggi se Salvini, Le Pen e Abascal fossero a capo dei governi in Italia, Francia e Spagna?”, si domanda Enrico Letta.

Vanno su tutte le furie i leghisti che a raffica commentano le parole di Sanchez e accusano il Pd di strumentalizzare la guerra per semplice propaganda politica. “Con la guerra nel cuore dell’Europa, crisi energetica e conseguenze di due anni di pandemia, la priorità di Sanchez, Letta e della sinistra oggi è fare vergognose polemiche elettorali”, dicono gli europarlamentari Marco Zanni e Marco Campomenosi. Che cercano di rovesciare la frittata sostenendo che Letta e Sanchez hanno “amicizie imbarazzanti”.

“Anziché parlare della Lega e dei suoi alleati europei, Sanchez guardi in casa propria e ci parli dei suoi amici in Ue, dall’ex primo ministro tedesco Schroeder tuttora lobbista di punta del Cremlino al Governo laburista di Malta che per anni ha concesso passaporti agli oligarchi russi. A Letta replicano pure i capigruppo leghisti di Camera e Senato.

“Per la sinistra europea, compresa quella italiana, la priorità non è riportare la pace in Ucraina, ma scagliarsi sempre e comunque contro Salvini. Un’ossessione evidentemente irrefrenabile anche per Letta, che preferisce sposare le parole infelici di Sanchez invece di impegnarsi – come la Lega sta facendo – nel salvataggio di donne e bambini dalla follia del conflitto in corso”, dichiarano Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

E soprattutto parla Salvini. Il leader del Carroccio, intervenuto all’iniziativa “Sos Ucraina”, difende quanto sta facendo per offrire il suo aiuto agli ucraini “nonostante le polemiche e i commenti di salotto di chi sta qui”. E c’è pure chi come il ministro degli Esteri, il pentastellato Luigi Di Maio, prova a spegnere l’incendio. “Questo è il momento dell’unità nazionale. Noi dobbiamo, e vale per tutte le forze politiche – dice- essere uniti perché stiamo andando ad affrontare una sfida che l’Europa non vede dalla seconda guerra mondiale. Restiamo uniti come paese, andiamo avanti e proviamo a portare a casa la pace, con un obiettivo diplomatico che deve essere quello di garantire al popolo ucraino prosperità e un futuro di pace”.