La Fondazione Roma copre i buchi della Sanità. Stanziati dieci milioni per Asl, ospedali e Ircss. L’istituto guidato da Emanuele polmone del no profit

di Carola Olmi
Salute

Dove lo Stato fatica sempre di più ad arrivare – nella sanità, nei servizi sociali e alle persone fragili – c’è una voragine che solo il mondo del no profit può colmare. Un mondo che oggi vede impegnate migliaia di persone e tantissime iniziative, con un grande polmone che nella Capitale e nel Lazio è indiscutibilmente la Fondazione Roma. L’istituto guidato con dinamismo dal prof Emmanuele Emanuele da anni finanzia importantissimi eventi culturali, strumenti per la didattica nelle scuole, persino l’ospitalità per quelle persone indigenti che arrivano a fine vita senza la possibilità di ricevere cure palleative. In questo solco è appena arrivato l’ultimo stanziamento da 10 milioni di euro alle strutture ospedaliere pubbliche e private non profit (Asl, Aziende Ospedaliere, Policlinici Universitari, Irccs) del territorio per la realizzazione di progetti volti a portare la tecnologia al letto del paziente e per l’acquisto di nuove attrezzature.

LEGAME STORICO – In questo modo, dopo i 20 milioni già erogati negli anni scorsi, la Fondazione Roma arriva concretamente dove il soggetto pubblico non riesce più a soddisfare le esigenze della comunità locale. Tra gli ultimi interventi deliberati, da segnalare quello a favore dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, che potrà dotare la propria Uoc di Neonatologia di apparecchiature all’avanguardia, atte ad assicurare un’assistenza neonatale globale e di alto livello e a garantire sempre sicurezza ai piccoli pazienti. Si tratta di un’ulteriore significativa testimonianza del prevalente impegno della Fondazione Roma a favore della sanità, che, insieme alla ricerca scientifica, è ormai da anni tra i settori ai quali viene destinata la quantità maggiore delle risorse annualmente disponibili, cui seguono nell’ordine: l’assistenza alle categorie sociali deboli, l’istruzione e formazione e, infine, il settore dell’arte e cultura. Azioni che sulla carta non sono dissimili da quelle sbandierate da tutte le fondazioni di origine bancaria, oggi in grandissima parte associate dell’Acri guidata da Giuseppe Guzzetti. La Fondazione Roma ha però una differenza sostanziale, in quanto Emanuele in particolare ha sempre spinto per utilizzare le risorse disponibili nel sociale. Le altre Fondazioni invece, prima continuano a fare il risiko bancario (e rimetterci tanti soldi) e poi con quello che resta pensano al territorio. Ua differenza non da poco.