Santelli avanti, ma la sua Forza (Italia) è la Lega. La candidata di Berlusconi in Calabria trascinata dal Carroccio. Appello dei dem: “Difendete la regione da chi odia il Sud”

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L a campagna elettorale per le elezioni regionali più breve e più particolare che la Calabria abbia mai vissuto, è arrivata ormai alle ultime battute. Tutti i quattro candidati alla presidenza della Regione – Jole Santelli per il centrodestra, Pippo Callipo per il centrosinistra, Francesco Aiello per il M55 e Carlo Tansi per una coalizione civica, hanno chiuso ieri le rispettive campagne elettorali facendo quel che era possibile fare in un lasso di tempo così limitato visto che tutti, a parte Tansi, sono stati designati dalle proprie coalizioni all’ultimo momento. Si partiva da una situazione paradossale sia in casa Pd, dove il governatore uscente, Mario Oliverio, dopo un tira e molla con il suo partito, ha dovuto rinunciare al progetto di presentarsi per un secondo mandato e appoggiare invece l’imprenditore Pippo Callipo, divenuto famoso in tutto il mondo con il suo marchio -Tonno Callipo -, sia nel centrodestra, per i ripetuti e fermi veti della Lega nei confronti del candidato originariamente designato da Forza Italia, Mario Occhiuto.

Alla fine la scelta è ricaduta sulla deputata e vice sindaco di Cosenza, fedelissima del Cav, Jole Santelli. I 5Stelle hanno puntato alla fine sul docente Francesco Aiello ma non è un mistero che nel Movimento una buona parte avrebbe preferito non presentarsi, un’altra presentarsi con il centrosinistra, altri ancora avere un altro candidato. Risultato: lo sfaldamento. Il match è chiaramente fra Santelli – in netto vantaggio, secondo gli ultimi sondaggi disponibili – e Calippo: anche qui dunque si ripropone il bipolarismo centrodestra /centrosinistra e, sebbene in forma molto minore rispetto a quelle in Emilia Romagna, le elezioni saranno un test importante anche a livello nazionale, tant’è che tutti i leader i leader, ovviamente Silvio Berlusconi ma anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono mobilitati.

Per Callipo è sceso tre volte in Calabria il segretario dem Nicola Zingaretti, che ieri ha chiuso la campagna elettorale a Reggio Calabria, approfittandone per lanciare un appello: “Ma come potete stare in silenzio e accodarvi all’ordine del leader più a destra di tutti dal dopoguerra? Spezzate le catene”, ha affermato il governatore del Lazio, facendo riferimento al segretario della Lega. “Non potete regalare la Calabria a chi odia la Calabria e il Sud, non potete permetterlo a chi viene qui per fare la spesa, per gli interessi della cattiva politica. Questa è la posta in gioco che deve fare alzare in piedi un popolo, che ha anche idee diverse ma non può arretrare di un millimetro per difendere la propria dignità”, ha concluso il segretario del Pd.

Ma il test calabrese sarà interessante soprattutto per misurare i rapporti di forza nel centrodestra. “La mia sensazione è che la Lega domenica non vince le elezioni, stravince le elezioni”, così ha arringato la folla Salvini mercoledì a Catanzaro.. Un risultato che, se si dovesse concretizzare, rappresenterebbe certamente un elemento su cui le classi dirigenti degli altri partiti dovrebbero riflettere a lungo. Anche perché, come sottolinea lo stesso leader del Carroccio, è la prima volta nella storia che la Lega si presenta alle elezioni regionali in Calabria. Altro dato interessante è la forte espansione di Fratelli d’Italia, che metterebbe, insieme alla Lega in discussione la supremazia di Forza Italia anche a livello territoriale, oltre che nazionale.