Sanzione a 5 Stelle. Sospesi i 19 deputati che hanno cercato di entrare nell’ufficio di presidenza alla Camera, Di Battista esulta: “Un onore”

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Una sospensione di 15 giorni per 19 deputati del Movimento 5 Stelle che hanno cercato di fare irruzione nell’ufficio di presidenza della Camera. Il tentato blitz è avvenuto durante la discussione della delibera sui vitalizi: solo Massimo De Rosa è riuscito a varcare la soglia, prima di essere allontanato dai commessi. Tra i parlamentari sottoposti alla punizione ci sono nomi noti come Alessandro Di Battista, Giuseppe Bresca, Danilo Toninelli, Michele Dell’Orco, Marco Brugnerotto. Le punizioni sono saranno scontate in maniera scaglionata per evitare che l’Aula di Montecitorio possa risultare decimata, anche perché l’ufficio di presidenza ha irrogato altre sanzioni: 29 deputati M5S sono stati sospesi per 10 giorni per aver protestato in Aula, esponendo cartelli durante lo svolgimento dei lavori e interrompendo il question time; e 4 deputati sono stati raggiunti da 12 giorni di sospensione per aver protestato sotto i banchi della presidenza.

Dibba ha commentato con toni entusiasti la sanzione subita: “Sono stato espulso per 15 giorni dalla Camera dei deputati per aver protestato contro i vitalizi e contro le pensioni d’oro dei parlamentari. Le nostre azioni, forti ma assolutamente non violente, ci permettono di far capire al Paese il livello di oscenità che si consuma all’interno del Parlamento”, ha scritto sul proprio profilo Facebook. “Per me è un onore essere sanzionato dagli stessi che salvano i condannati come Minzolini. Ovviamente sfrutterò la sanzione per girare tutta l’Italia. Lorsignori non hanno ancora capito che provando ad indebolirci in realtà ci rafforzano”, ha aggiunto Di Battista.