Biagio Antonacci la fa franca: assolto per evasione fiscale. Ma solo perché il reato non è più previsto dalla legge

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Biagio Antonacci può cantare tranquillo: è stato assolto dal tribunale di Milano dov’era imputato per evasione fiscale. Le accuse sono cadute perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Bisogna infatti tener presente che determinante è stata la legge introdotta nel 2015 per la quale l’abuso del diritto non è più previsto come reato. Proprio su questo i legali avevano premuto chiedendo l’assoluzione per Antonacci.

Il pm, rappresentato dal viceprocuratore onorario Luciana Greco, aveva chiesto invece una condanna a un anno e sei mesi. Ad Antonacci era stata contestata una presunta evasione d’imposta negli anni compresi tra il 2004 e il 2008 che, secondo l’accusa, sarebbe stata possibile perché il cantautore avrebbe trasferito “fittiziamente” i suoi redditi a tre società, le srl italiane Iris e Basta E. M. e la britannica Forum Vision Lyd, sottoposta ad un’aliquota dell’8%. Una costruzione societaria “sostanzialmente” fraudolenta, secondo l’accusa, attraverso la quale sarebbero stati sottratti al fisco circa 3,5 milioni di euro. Con questa ipotesi d’accusa, ribadita anche questa mattina in sede di repliche. Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Alessio Lanzi, il cantautore non ha “mai violato alcuna norma” e le tre società di cui era socio e al centro del processo “erano vere ed operanti”, non essendoci stata “alcuna interposizione fittizia”. Il cantante ha tra l’altro già sanato la sua posizione tributaria nel 2012 versando quanto dovuto.

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di Gaetano Pedullà

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