“Sarò isissiano finché vivrò”. Arrestato a Caserta un capo jihadista insieme ad altri sette cittadini stranieri. Aveva giurato fedeltà eterna all’Isis

dalla Redazione
Cronaca

Otto cittadini stranieri, accusati di far parte di una banda di trafficanti che favoriva l’immigrazione clandestina, sono stati arrestati dai carabinieri del Ros nelle prime ore di venerdì 5 agosto a Caserta. Il loro capo, un cittadino tunisino, è considerato uno jihadista a tutti gli effetti: l’uomo, che si era auto-radicalizzato usando il web, è indagato dalla Procura distrettuale antiterrorismo di Napoli per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Avrebbe detto che sarebbe stato dell’Isis fino alla morte. “Sono isissiano finché vivrò”, avrebbe detto in una conversazione intercettata il 25 gennaio 2015, secondo quanto rivelato da Repubblica. Così si esprimeva Mohamed Kamel Eddine Khemiri, residente a San Marcellino in provincia di Caserta e ora accusato, come detto, dalla procura di Napoli di associazione con finalità di terrorismo. La sua progressiva auto-radicalizzazione, documentata dal Ros, riguarda anche l’attività sui social network, dove l’arrestato ha commentato favorevolmente i recenti attentati di Parigi.

Ma non finisce qui. Perché Khemiri è accusato anche di essere il capo di una banda di trafficanti di migranti: in questo caso l’accusa, per tutti gli otto, è associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla falsificazione di documenti.

Al centro delle indagini i rapporti dell’organizzazione criminale con alcune aziende tessili compiacenti che, in cambio di denaro, predisponevano e rilasciavano contratti di lavoro e buste paga fittizie in favore di altri immigrati, consentendo loro di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, regolarizzando così la posizione sul territorio nazionale.