Scacco matto di Orbàn all’Unione europea, l’Ungheria pone il veto sulla minimum tax per vendicarsi dei fondi del Pnrr ancora bloccati

Scacco matto di Orbàn all'Unione europea, l'Ungheria pone il veto sulla minimum tax per vendicarsi dei fondi del Pnrr ancora bloccati

Scacco matto di Orbàn all’Unione Europea. Dopo le speranze in un accordo all’Ecofin tra i Paesi membri sulla minimum tax per le multinazionali, puntuale come un orologio svizzero è arrivato il veto dell’Ungheria.

NATIONAL CONSERVATISM

Il premier di Budapest, Viktor Orbàn, ha giustificato la decisione dicendo che il Paese non può permettersela per via “della grave guerra in corso in Europa” e la crisi economica incombente. Per questo “l’introduzione di un’imposta minima globale provocherebbe un grave danno per l’economia dell’Ue”, spiegano dall’Ungheria.

Senza sblocco dei fondi del Pnrr, l’Ungheria si mette di traverso su tutto: è scacco matto di Orbàn all’Ue

Peccato che la decisione di opporsi al provvedimento, in realtà, è l’ennesima prova di forza del premier contro Bruxelles. Già perché dietro a questo veto ci sarebbero ben altre questioni, in particolare il blocco dei fondi del Pnrr imposto dall’Ue all’Ungheria. Una misura pesante che è stata decisa da parte dell’Unione per fare pressioni su Orbàn a causa delle mancate riforme in fatto di norme anticorruzione, sulla trasparenza e la certezza del diritto in Ungheria.

“L’Ungheria blocca la decisione europea sulla tassa minima globale, necessaria per evitare che le multinazionali eludano e si rifugino nei paradisi fiscali. È un veto profondamente miope e ingiusto. Anche per questo bisogna passare dall’unanimità al voto a maggioranza in Europa”. A scriverlo su Twitter è Lia Quartapelle, responsabile Europa, Affari internazionali e Cooperazione allo sviluppo nella segreteria nazionale del Partito democratico.

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