Scajola ai Pm: “Mai fatto affari con nessuno”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

dalla Redazione

“Non ho mai fatto affari con nessuno perché non ne sono capace. L’ultima volta che ho comprato una casa ho fatto un casino. E poi vado a fare affari con loro ..”. Lo dice Claudio Scajola nell’interrogatorio – che era stato secretato – con i pm. L’audio è stato depositato al Tribunale del riesame di Reggio Calabria. “La mia preoccupazione – spiega Scajola – era sempre quella, la grandissima difficoltà economica che mi pareva di arguire” avesse Chiara Rizzo, la moglie di Amedeo Matacena, a Dubai senza passaporto dopo la condanna a cinque anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Alla domande dei pm se dal punto di vista economico ci fosse qualcosa altro che lo legasse ai coniugi Matacena, Scajola ha risposto “non ho mai fatto affari con nessuno”.

“In una telefonata io fui molto duro nel dirle quale era secondo me la via che avrebbe dovuto scegliere e cioè il marito sarebbe dovuto venire qua. Avrebbe sofferto ma comunque il marito latitante è peggio che in prigione”.

‘Lei avrebbe potuto cercarsi un lavoro, è una bella donna faceva la modella poteva trovare la possibilità di fare qualcosa. Io l’avrei aiutata come l’ho aiutata facendole dare una collaborazione”. ‘Diventò un po’diverso (l’atteggiamento, ndr) da parte mia dall’episodio scatenante della macchina’. Il riferimento è alla Porsche Cayenne che aveva la Rizzo – sulla targa della quale Scajola fece fare accertamenti dalla sua scorta – e che lei, nel suo interrogatorio, ha detto che le era stata regalata da Francesco Caltagirone Bellavista. Scajola poi prosegue riferendo dei suoi discorsi alla Rizzo: “non ti voglio chiedere niente sei liberissima. Io ti dico che il modello di vita che devi scegliere può essere questo. Se ti vuoi scegliere un altro motivo di vita devi sapere a cosa vai incontro. A fine gennaio le dico in maniera chiara hai già scelto ed il discorso lo faccio quando ho colto questa vicenda della macchina che mi ha dato la sensazione ..”. Quindi i pm chiedono a Scajola se dall’episodio avesse cominciato ad avere dubbi sulle reali difficoltà economiche della donna. Domanda alla quale Scajola non risponde direttamente ma il senso del discorso lascia intendere di sì’.

“Se avessi parlato più chiaro non ci sarebbe tutta questa roba qua”. Lo dice Claudio Scajola ai pm. “Pensavo – spiega – di non fare niente di male e quindi non avevo preoccupazione col telefono anche se potevo sospettare che lei (Chiara Rizzo, ndr) potesse essere controllata. Usavo un linguaggio che ha creato solo casino”

In corso a Reggio Calabria l’udienza per il riesame dell’ordinanaza di custodia cautelare che ha portato l’ex ministro in carcere per il presunto aiuto nella latitanza ad Amedeo Matacena