Scalata di Intesa a Ubi Banca. Ombre sulla trincea bergamasca. Nel mirino il ruolo dei manager dell’istituto scalato. E i segreti di Parvus, l’azionista con base alle Cayman

Ci sono manovre occulte e forse anche illecite dietro la resistenza di Ubi Banca allโ€™offerta di scambio avanzata da Banca Intesa Sanpaolo? In ultima istanza รจ questa la domanda che pongono due interrogazioni parlamentari sullโ€™operazione bancaria piรน importante nel Paese, presentate dal senatore Elio Lannutti (M5S) e dal deputato Michele Anzaldi (Italia Viva). Lโ€™ex leader dei consumatori, dopo aver ricordato una serie di esposti presentati giร  dal 2012 su alcune condotte censurabili dei manager di Ubi, presunte frodi fiscali e lโ€™ipotesi di costituzione allโ€™estero di rilevanti capitali, ha puntato il dito sul primo azionista dellโ€™istituto bergamasco, il fondo Parvus Asset Management Europe Ltd (possiede il 7,933%) di Edoardo Mercadante e Mads Gensmann.

Parvus Asset Management Europe Ltd – sostiene Lannutti – รจ un fondo dโ€™investimento con base a Londra e ha due soli dipendenti; la Parvus Asset Management Europe Ltd รจ controllata dalla Parvus Asset Management Ltd, con sede alla Cayman, di cui non si conoscono soci e azionisti. Fino al novembre 2017 UBI Banca era proprietaria di UBI International, con sede in Lussemburgo; secondo quanto rivelato da il Fatto Quotidiano, UBI Trustees, controllata da UBI International, gestiva quaranta trust. Su questi, il membro del consiglio di gestione di Ubi, Italo Lucchini ha espressamente chiesto informazioni sulla legittimitร  in rapporto alla normativa italiana, sempre piรน restrittiva in campo fiscale. In unโ€™altra denuncia dellโ€™aprile 2016, i consumatori dellโ€™Adusbef e lโ€™Associazione piccoli azionisti Ubi chiedevano lumi su Giorgio Iannone, in Ubi International (con sede in Lussemburgo) che figurava tra le carte dei โ€œPanama Papersโ€ come controllante di societร  offshore (basate a Panama e alle Seychelles) che avevano tra gli scopi quello di far evadere il fisco ai propri azionisti.

In seguito allo scandalo che ne nacque, nel novembre 2017 UBI Banca ha venduto a Efg International la UBI International; pochi giorni dopo la cessione di Ubi International รจ diventato principale azionista di Ubi Banca la Parvus Asset Management Europe Ltd. Stranezze sulle quali la Procura di Milano, dopo quella di Bergamo, sta indagando per capire se cโ€™รจ stata o no la trasmigrazione da Ubi International Parvus, le cui quote potrebbero condizionare la riuscita o meno dellโ€™Offerta pubblica di scambio di Banca Intesa, sospettando che i soci occulti della Parvus Asset Management Ltd siano i sei grandi azionisti di UBI Banca: le famiglie Bombassei, Bosatelli, Pilenga, Radici, Andreoletti, Gussalli Beretta.

Sempre Lannutti – dopo aver ricordato che il banchiere ex presidente di Intesa, Giovanni Bazoli, deponendo al processo riguardante Ubi Banca a Bergamo il 9 marzo 2018 ha ribadito che tutte le sue scelte sono state fatte per il bene di Ubi Banca e in perfetto accordo con Banca dโ€™Italia – ha dunque chiesto di sapere se il Ministro delle Finanze sia a conoscenza di tutto questo e delle ipotetiche gravissime frodi censurate dal membro del consiglio di gestione di Ubi, Italo Lucchini.

PASSIVITY RULE. Di altro tenore lโ€™interrogazione di Anzaldi, che invece ha chiesto al premier al titolare dellโ€™Economia se nellโ€™offerta di scambio di Banca Intesa non si configuri la violazione dellโ€™articolo 104 del Testo Unico della Finanza (Tuf) sulla cosiddetta passivity rule, per la quale โ€œSalvo autorizzazione dellโ€™assemblea ordinaria o di quella straordinaria per le delibere di competenza, le societร  italiane quotate i cui titoli sono oggetto dellโ€™offerta si astengono dal compiere atti od operazioni che possono contrastare il conseguimento degli obiettivi dellโ€™offertaโ€. La passivity rule tutela in sostanza la contendibilitร  delle societร  quotate, impedendo che gli amministratori attuino iniziative difensive per impedire offerte e scalate esterne e lasciando che siano i soci a valutare liberamente se aderire o meno allโ€™offerta pubblica di scambio.

Unโ€™ipotesi, quella di Anzaldi, che nasce dalle numerose notizie di stampa secondo cui lโ€™amministrazione di Ubi sta ponendo in essere una serie di condotte volte a minare la libertร  dei soci di valutare la portata dellโ€™offerta, incidendo altresรฌ significativamente sullโ€™andamento di mercato del titolo bancario. Indiscrezioni di stampa che, sempre secondo Anzaldi, sono state recentemente confermate dallo stesso Cda di Ubi, che, in un comunicato stampa del 26 maggio 2020, nonostante sia ancora in corso lโ€™iter autorizzativo e sia pienamente in corso lโ€™offerta pubblica di scambio, ha espressamente dichiarato che โ€œgli effetti della Comunicazione del 17 febbraio 2020, effettuata da Intesa Sanpaolo ai sensi dellโ€™articolo 102 del Testo Unico della Finanza, sono cessati, con tutte le relative conseguenze, incluso il venir meno della cosiddetta passivity rule in capo a Ubi Bancaโ€. Una vicenda dunque intricata oltre che delicata, sulla quale dopo gli occhi della magistratura si aprono adesso anche quelli del Parlamento.