Scerra: “Sempre più isolati a Bruxelles. La Meloni ha retrocesso il Paese”

Parla il questore della Camera, Filippo Scerra (M5S): "Ci hanno estromessi dal solotto degli Stati fondatori".

Scerra: “Sempre più isolati a Bruxelles. La Meloni ha retrocesso il Paese”

“Non mi vedrà mai – preferisco piuttosto dimettermi – presentarmi al cospetto di un mio omologo europeo con i toni con i quali Giuseppe Conte andò al cospetto di Angela Merkel”, ha detto Giorgia Meloni. Filippo Scerra, questore M5S della Camera, come replica?
“Semplicemente con un numero: 209 miliardi di euro, quelli che Giuseppe Conte da presidente del Consiglio ha portato a casa dopo estenuanti trattative con i suoi omologhi europei. Questi sono fatti, il resto sono solo chiacchiere. E i fatti che riguardano Meloni, invece, sono che con lei l’Italia è isolata e non ha ottenuto niente. Tra l’altro quei soldi procurati grazie a Conte rischia di perderli non attuando il Pnrr, sarebbe un altro terribile errore”.

Dopo un’iniziale volontà di accreditarsi a Bruxelles come partner attendibile il governo Meloni col passare dei mesi è entrato in rotta con l’Europa su diversi fronti.
“Meloni sta portando l’Italia ai margini dell’Europa, dal salotto degli Stati fondatori dell’Unione al sottoscala dei Paesi di Visegrad. Con lei l’Italia non tocca più palla su nulla, come dimostra la sua esclusione dall’incontro franco-tedesco con Zelensky e dalla missione franco-tedesca negli Usa sugli aiuti di Stato. Con lei l’Italia si oppone a tutte le misure europee verso la transizione ecologica: oppone resistenza sul Green Deal, respinge la direttiva sulle case green e dice no allo stop alle auto inquinanti dal 2035. Con lei l’Italia rifiuta di adeguarsi alla direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari. E per finire, viene criticata ovunque per il suo folle decreto Ong che contrasta palesemente l’obbligo di soccorso in mare”.

L’Italia va anche in direzione ostinata e contraria all’Europa rispetto alle raccomandazioni sul salario minimo e sul reddito minimo…
“Su questi due temi il M5S ha una posizione chiara e netta: serve una legge sul salario minimo contro il lavoro povero, perché oggi in Italia ci sono ancora troppi lavoratori sfruttati. è inaccettabile, ma anche questo non interessa a Meloni che fa gli interessi dei più forti. E sul reddito minimo, pur di andare contro il M5S, ha smontato una misura fondamentale per la tenuta sociale del Paese”.

Con queste premesse che possibilità ha l’Italia nella trattativa per modificare Pnrr e Patto di stabilità?
“Il nostro governo non ha forza e credibilità, questo rischiano di pagarlo tutti gli italiani. La postura del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti rispetto alla riforma del Patto di stabilità è terribilmente timida, per non dire subalterna. Stanno accettando supinamente le regole dell’austerità, dopo essersi riempiti la bocca di vuoti proclami. Dal patriottismo e dal sovranismo alla brutta coppia del governo Draghi”.

Al Consiglio Ue il presidente Charles Michel ha detto che ci sarà solo “un breve aggiornamento” sulla questione migranti. Nulla di più. è questa la considerazione di cui gode l’Italia?
“Farebbe ridere, se non fosse seriamente preoccupante, il livello di distorsione e manipolazione della realtà che Meloni sta raggiungendo. Continua a ripetere di aver raggiunto un risultato storico facendo inserire nelle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo il concetto della dimensione europea della questione migratoria, appropriandosi senza batter ciglio di un traguardo raggiunto nel 2018 da Conte dopo una maratona notturna di trattative. Ma le bugie hanno le gambe corte, e infatti è stata subito smentita dalla realtà dei fatti quando la sua richiesta di trattare il tema immigrazione a questo Consiglio è stata respinta. Un’altra sconfitta per l’Italia”.

Cosa ne pensa del piano europeo di investimenti di fronte a quello americano?
“Penso che lo stanno decidendo francesi e tedeschi, come dimostra la visita congiunta dei due ministri dell’Economia a Washington. è un piano che non fa in alcun modo gli interessi dell’Italia e agevola quei Paesi che hanno maggiore capacità fiscale, come Francia e Germania appunto. L’Italia è spettatore non pagante. Ma nessuno tutela i nostri imprenditori”.

Gli unici punti di intesa con l’Europa sembrano essere quello sull’invio delle armi a Kiev e l’austerity. È così?
“Quello della Meloni è un dna bellicista e neoliberista. Conseguentemente non ha problemi a scattare sull’attenti quando l’Europa antepone gli interessi della Nato ai propri. Per questo la Meloni si adatta con naturalezza ad una linea politica sulla guerra che sostiene la via militare escludendo ogni soluzione diplomatica e ad una linea di politica economica rigorista che guarda solo alla diminuzione del deficit e non alla crescita del Pil”.

A proposito di armi a Kiev, ieri alla Camera, la Meloni vi ha dato degli irresponsabili, accusandovi di volere la resa dell’Ucraina. Come risponde a questa grave accusa?
“La Meloni manipola e distorce la nostre posizione sulla guerra. Le faccio io una domanda: è più irresponsabile chi chiede di fermarci prima che sia troppo tardi, di porre un limite a questa escalation militare seguendo con determinazione la via diplomatica? Oppure chi pensa solo ad inviare armi a oltranza pensando di poter sconfiggere militarmente una potenza nucleare come la Russia? Obiettivo, questo, ritenuto ormai irrealizzabile anche da Washington, se non al prezzo di una terza guerra mondiale: lo dicono il capo delle forze armate americane generale Milley e diversi analisti dei più influenti think tank che si occupano del delicato quadro geopolitico che viviamo”.

La Meloni vi ha anche dato degli ipocriti perché confutate l’affermazione secondo cui l’invio di armi in Ucraina non costa nulla agli italiani.
“Il costo del sostegno militare all’Ucraina ha già superato il miliardo di euro: soldi che andranno spesi per reintegrare gli arsenali a cui abbiamo attinto acquistando nuove armi e munizioni e che si tradurranno nell’aumento delle spese militari: quelle spese che Meloni e Crosetto chiedono all’Europa di scorporare dal calcolo del deficit nella revisione del Patto di Stabilità. Niente austerity per la lobby delle armi, ma solo per le spese per welfare, scuola e sanità”.

 

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