Non c’è vaccino agli scioperi, sarà un autunno caldo. Allarme del Garante: recessione e crisi economica presentano il conto

scioperi GIUSEPPE SANTORO PASSARELLI
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Sarà un “autunno caldo” per gli scioperi in Italia. Questo, in sintesi, l’allarme lanciato dal Garante per gli scioperi, Giuseppe Santoro-Passarelli, durante la presentazione alla Camera della relazione annuale 2021 sull’attività della Commissione Garanzia Scioperi. Dati alla mano, complici le misure per limitare la pandemia e i decreti che hanno alleviato i disagi degli italiani, nel corso del 2020 ci sono stati 894 scioperi nei settori dei servizi pubblici essenziali rispetto ai 1.472 scioperi proclamati.

Si tratta di numeri nettamente inferiori a quelli registrati nel 2019 quando erano stati 1.462 gli scioperi effettivi a fronte dei 2.345 proclamati. Una situazione che, complice le sempre minori restrizioni e l’emergenza sanitaria che è in via di risoluzione, appare destinata a mutare – anche piuttosto rapidamente – con il ritorno di massa delle agitazioni che è già possibile scorgere all’orizzonte.

“L’Autorità non può non guardare con una certa preoccupazione al modo in cui si svilupperanno le relazioni industriali dal prossimo autunno” ha spiegato il presidente dell’Autorità segnalando che ciò è dovuto “all’accentuarsi della crisi economica” che fa temere “effetti recessivi” destinati ad avere effetti, in particolare, sulle condizioni dei “lavoratori, i quali non possono essere lasciati soli a sopportarne le conseguenze”.

Particolarmente a rischio, secondo la relazione, sono le fasce più deboli che sono prevalentemente assunte con contratti di lavoro flessibile che difficilmente verranno confermati, privi di tutele e per giunta esposti al fenomeno del dumping contrattuale. Proprio quest’ultimo è uno dei maggiori rischi in quanto consiste “nella moltiplicazione incontrollata dei contratti collettivi che presentano ambiti di applicazione spesso sovrapponibili” che “alimentano, specialmente nelle catene degli appalti, fenomeni di concorrenza al ribasso” con forti cadute salariali dei dipendenti.

Altro problema rilevato dal Garante per gli scioperi è la “frammentazione della rappresentanza degli interessi e dei processi produttivi. Una diffusa crisi dei corpi intermedi nella loro tradizionale e nobile funzione di trasmissione fra domande collettive e volontà politica”. Qualcosa per la quale è chiara “l’esigenza di una verifica della rappresentanza” tanto delle organizzazioni sindacali dei lavoratori quanto di quelle dei datori di lavoro.

Un fenomeno spaventoso che “in alcuni servizi pubblici essenziali” vede “la frammentazione della rappresentanza” contare fino a “30 sigle sindacali, alle quali si contrappongono circa 6 o 7 associazioni datoriali”. Una questione che, insiste la Commissione, deve essere risolta urgentemente con “un intervento del legislatore”, ossia il Parlamento, “che guardi all’esperienza maturata nel Pubblico impiego”.

IL FOCUS SU ROMA. Santoro-Passarelli ha poi fatto un focus sulla Capitale spiegando che “in occasione dello sciopero nazionale dei servizi di igiene ambientale proclamato per il prossimo 30 giugno 2021, legittimo sul piano del rispetto della normativa, con riferimento alla difficile situazione in cui versa la città di Roma, la Commissione di garanzia sugli scioperi non può esimersi dall’esprimere viva preoccupazione”. Un’emergenza destinata ad aumentare durante l’estate e per la quale rivolge “un appello alle Istituzioni e agli Attori sociali affinché pongano in essere ogni possibile iniziativa volta alla mitigazione del disagio alla cittadinanza e all’avvio di un percorso risolutivo dell’emergenza”.

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