Scivolone di SkyTg24, Varetto ci mette una pezza

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di Marco Castoro

L’intervista di SkyTg24 al figlio undicenne dello sparatore di palazzo Chigi ha scatenato un putiferio. Il direttore Sarah Varetto è finito sul banco degli imputati. Associazioni e social network si sono scagliati contro la testata e il direttore ha chiesto scusa per la caduta di stile. «L’intervista al figlio undicenne di Luigi Preiti è stata rimossa immediatamente dalla nostra testata. Noi siamo molto attenti e non abbiamo mai voluto ledere la dignità dei minori e delle famiglie. Chi mi conosce lo sa bene quanto sia attenta a simili questioni. Sono una mamma…». Ha detto la Varetto, che poi ha aggiunto: «Sono inconvenienti che non devono capitare. Seppure con oltre 20 ore di diretta quotidiana, ogni tanto, una svista ci può anche essere. Come ho visto il servizio lo ho immediatamente tolto dalla messa in onda».

Comunque alla Varetto lo scivolone non è andato giù. Anche perché intervistare un minorenne, seppure non riconoscibile in volto, se viene annunciato con tanto di nome e cognome diventa più che mai identificabile. A quel punto camuffarlo non ha nemmeno più senso. La violazione c’è stata. Inutile nasconderlo. Così come c’è stata la svista nella macchina organizzativa di SkyTg24. Non va dimenticato che un servizio viene proposto o commissionato. Poi realizzato, montato e visto. Messo in scaletta dal coordinamento e lanciato dal conduttore. Ben sei passaggi prima di mandarlo in onda. Possibile che a nessuno sia venuto in mente che sarebbe stato meglio intercettarlo?

Tuttavia a ingannare i cronisti appostati davanti alla abitazione sembra sia stata la mamma del ragazzo che ha chiesto ai giornalisti di intervistare il figlio. Anche per dare un messaggio al padre.
A fuochi spenti non è da escludere che la Varetto possa prendere qualche decisione importante sull’accaduto. Del resto non pensiamo faccia piacere al direttore di SkyTg24 essere accostato al caso dell’allora direttore del Tg1, Gad Lerner, che fu costretto a dimettersi dopo che il suo tiggì mandò in onda un servizio sulla pedopornografia, scatenando la rivolta di tutte le associazioni che difendono gli interessi dei genitori e dei minori.

@marcocastoro1

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