Scomparso Pietro Ingrao. Padre della Repubblica e colonna del Pci che si pentì di aver sostenuto i carri armati sovietici in Ungheria

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Tra i padri della Repubblica e figura centrale del Partito Comunista Italiano, è scomparso a cento anni Pietro Ingrao. Una vita a sinistra, ma da animo libero, tanto da rompere col partito che era stata la sua casa, tirandosi fuori dalla svolta della Bolognina di Occhetto. Direttore dell’Unità negli anni tragici dell’invasione sovietica in Ungheria, Ingrao sostenne la linea di Mosca. In seguito si pentirà pubblicamente di quella scelta. Presidente della Camera tra il 1976 e il 1979, abbandonò il Parlamento nel 1992, restando riferimento dell’ala più a sinistra del Pds e poi del partito in tutte le sue evoluzioni successive. Poeta, intellettuale raffinato, nonostante l’età ha sempre avuto una particolare presa sui giovani. Nonostante i cento anni, di recente aveva persino aperto un suo sito internet. La sua passione è stata un esempio, ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Con Pietro Ingrao – ha affermato in una nota il premier Matteo Renzi – scompare uno dei protagonisti della storia della Sinistra italiana. A tutti noi mancherà la sua passione, la sua sobrietà, il suo sguardo, la sua inquietudine che ne hanno fatto uno dei testimoni più scomodi e lucide del Novecento, della sinistra e del nostro Paese”.

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