Tragedia ferroviaria sul binario unico tra Andria e Corato. Si contano 23 morti e 50 feriti. Ma potrebbero esserci ancora dispersi

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Un boato nel bel mezzo della campagna barese ad annunciare il disastro ferroviario sul binario unico tra Andria e Corato. Su quella linea, che era divenuto il vanto delle Ferrovie del Nord Barese che fanno capo alla Ferrotramviaria spa (azienda a capitale interamente privato), intorno alle 11,30 di stamattina si sono scontrati due treni pieni zeppi di studenti e pendolari. Ognuno dei convogli era composto da quattro carrozze. Almeno 23 le vittime, per un bilancio ancora non definitivo, e una cinquantina di feriti. Alcuni in gravi condizioni ricoverati negli ospedali della zona di Andria, Barletta e Bisceglie. Tra i feriti anche un bambino portato in ospedale a bordo di un elicottero. Nella campagna dove è avvenuto lo scontro è stato allestito, invece, un ospedale da campo per i primi soccorsi. E la Asl locale ha messo a disposizione un team di psicologi per dare assistenza ai familiari delle vittime. Numerosissime sono state le risposte dei donatori di sangue alle richieste arrivate dagli ospedali che così hanno risposto all’emergenza sangue.

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L’INDAGINE – Qualcosa non ha funzionato. E la Procura di Trani ha aperto un’indagine per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Un fascicolo a carico di ignoti con l’errore umano che sembrerebbe essere più di un forte sospetto. “Uno dei due treni è di troppo, quale lo chiarirà l’inchiesta”, ha detto il direttore generale di Ferrotramviaria, l’ingegner Massimo Nitti, che ha spiegato anche che i treni viaggiavano a una velocità intorno ai 100 chilometri orari. Che, poi, nel 2016 ci siano ancora treni costretti a viaggiare su rotaie del genere è un altro tema. Non giuridico, ma che va ad aprire un delicato dibattito sulla situazione dei trasporti in Italia. Anche questa un’Italia a due velocità. Che non si differenzia tra nord e sud, ma tra convogli che viaggiano su reti regionali (spesso desuete) e quelli ad alta velocità.

CERCASI CHIAREZZA – Quel che resta dei due treni fa intuire che l’impatto sia stato violentissimo, quindi ad una velocità elevatissima. Uno dei treni ha soltanto due vagoni rimasti intatti. Su Facebook il sindaco di Corato, Massimo Mazzilli ha scritto: “Un disastro come se fosse caduto un aereo”. C’è chi parla di un buco nel sistema di sicurezza, ma la dinamica per il momento resta avvolta nel mistero.

IL CORDOGLIO – “Non ci fermeremo finché non sarà fatta chiarezza”, ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che in serata è arrivato in Puglia. Cordoglio per le vittime ha espresso anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Il mio primo pensiero va alle vittime e ai loro familiari, ai quali desidero far pervenire vicinanza e solidarietà. Bisogna fare piena luce su questa inammissibile tragedia: occorre accertare subito e con precisione responsabilità ed eventuali carenze”. Perché è chiaro che qualcuno ha sbagliato.

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