Scuse barbine dai furbetti del Bonus. La toppa è peggio del buco. Dalla beneficenza al fiscalista distratto

dalla Redazione
Politica

Chi più ne ha, più ne metta. è proprio il caso di dirlo. Dagli inconsapevoli, perché “è tutta colpa del commercialista” (a volte, compagna e commercialista) a chi, invece, voleva intenzionalmente punire una legge sbagliata e fare beneficenza. In tema di scuse e pseudo giustificazioni sul bonus Inps percepito, in queste ore se ne leggono di cotte e di crude. Ci sono pure i “consiglieri del gettone” che, in nome dello stipendio irrisorio legato alla presenza effettiva, prendono le distanze dai ‘furbastri’ più ricchi del Parlamento. Sono gli amministratori locali che hanno rivelato di aver chiesto, e spesso ricevuto, il bonus Inps da 600 euro di marzo e aprile, per partite Iva e lavoratori autonomi.

Finora hanno fatto ‘outing’ consiglieri regionali e comunali. Molti lasciano la confessione scritta sui social. Ed è il popolo del web che li bacchetta o ci scherza sopra. è il caso di chi, su Twitter, lancia l’idea balzana di “un Pulitzer alla scusa più assurda”. In pole position potrebbe esserci la spiegazione data da Diego Sarno, consigliere regionale del Pd in Piemonte: la sua compagna fa la commercialista “gestisce la contabilità riguardante la mia attività professionale”, spiega in un lunghissimo post su Facebook. Così è capitato che “durante il lockdown, per provare diverse procedure ha usato la sua partita Iva e anche la mia”.

Da lì l’inghippo: “Quando è uscito il bonus per gli autonomi, ha usato la mia partita Iva per provare la procedura e nella contemporaneità di quelle degli altri clienti, ha concluso la mia per errore”. Insomma quasi un’offesa all’intelligenza umana. Ma il consigliere non si è preoccupato, dando per scontato che i 600 euro gli sarebbero stati negati. E invece no. Perciò è scattato il piano B, alias donarli in beneficenza. E questa è la strada scelta e rivendicata da parecchi consiglieri. Contro di loro si scagliano sui social i commenti più ironici e amari.