Se i grillini dissidenti si scilipotizzano

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Venti, quindici, trenta. Sempre che esistano, non si è capito quanti sarebbero i parlamentari grillini pronti a lasciare il Movimento sbattendo al porta. La notizia però rimbalza da tempo, forse anche da troppo: e si sa che quando le scissioni sono a lungo annunciate poi non si consumano. Ad ogni modo se ne parla, e questo è un fatto. La questione quindi è la seguente: se davvero una pattuglia di delusi decidesse di mollare, cosa dovrebbe fare? Ed ecco che si ripresenta l’inevitabile scissione dell’atomo: perché c’è chi individua nel gruppo misto l’approdo naturale per ogni scissionista, e chi invece – come il sottoscritto – rispetterebbe l’operazione solo se accompagnata dalle dimissioni dei parlamentari. Bello sarebbe, se dicessero: «Scusate tanto, abbiamo capito male. Credevamo fosse un’altra storia. Torniamo a casa». Improbabile, molto improbabile, perché quella della scilipotizzazione è una tendenza molto più vecchia dello stesso Scilipoti. Se i fantomatici pentastellati dissidenti seguiranno questa strada, magari quest’estate si compreranno anche un bel gommone, ma faranno un grande regalo a Beppe Grillo. Colonna sonora dell’operazione: “Love me, tender”.

@coconardi