Se si apre la crisi salta il taglio dei parlamentari. Il sospetto del ministro Fraccaro: c’è chi mira a salvarsi la poltrona

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“A leggere certe dichiarazioni tutti i pretesti sembrano buoni per aprire una crisi di governo. Ma abbiamo ancora delle cose importanti da fare. Ad esempio il taglio di 345 parlamentari che a settembre arriva a compimento. Sarà un momento storico”. Lo dice chiaro e tondo il ministro dei Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro. E se alla fine la Lega decidesse di far saltare il tavolo, Matteo Salvini farebbe bene a valutarne le conseguenze. “Chi vorrà impedire il taglio se ne assume la responsabilità – ha avvertito il ministro parlando con Repubblica -. Dopo 30 anni di promesse siamo a un passo dal risultato”. Patti chiari anche sulle Autonomie: “Sono stato eletto in Trentino, Regione autonoma, e ho la delega alla democrazia diretta. Figuriamoci se voglio tradire una consultazione popolare. Ma il messaggio di un Nord contro il Sud va scongiurato. Il percorso deve favorire l’intero Paese – spiega Fraccaro -. Dobbiamo scrivere un testo che incentivi anche altre regioni a chiedere l’autonomia, dev’essere una possibilità di crescita per tutti e non una differenziazione tra le regioni. Ai governatori dico: abbandoniamo gli insulti e gli schieramenti ideologici”. La Lega romperà sull’autonomia? “Stando ad alcune loro dichiarazioni sembra possibile. Ma per me il Governo va avanti. Se fa le cose, certo, come dicono i leghisti. Altrimenti saremo i primi a staccare la spina. Non siamo attaccati alla poltrona, anzi ne vogliamo far sparire parecchie”.

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