Seggi aperti in Inghilterra. Ecco chi sono i candidati e i loro programmi. Ed ecco perché si rischia (anche lì) l’ingovernabilità

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Seggi aperti in tutto il Regno Unito per quelle che rischiano di essere le elezioni politiche più importanti nella storia recente del Paese. La sfida è sostanzialmente tra i conservatori di Theresa May, che hanno voluto il ricorso anticipato alle urne, ed i laburisti di Jeremy Corbyn, dati per spacciati all’inizio della campagna elettorale ma in grado di recuperare almeno 13 dei 19 punti di svantaggio alla partenza. Si prevede un tracollo per gli antieuropeisti dello Ukip, mentre sarà da valutare il risultato dei nazionalisti scozzesi, che molto puntano sull’ipotesi di un nuovo referendum per l’indipendenza da Londra. Secondo gli ultimi sondaggi, i conservatori dovrebbero perdere numerosi seggi scendendo a circa 310, ed i laburisti guadagnarne altrettanti, salendo a circa 265. Risultato: nessuno in grado di governare da solo. Insomma, la Gran Bretagna comincerà a somigliare all’Italia.

Ma vediamo più da vicino, a questo punto, i candidati:

Theresa May, Conservatori: è la prima ministra del Regno Unito dalla scorsa estate, quando prese il posto del dimissionario David Cameron dopo il referendum su Brexit. Come Cameron, May aveva fatto campagna per la permanenza nell’Unione Europea ma dopo il referendum si era convintamente riciclata come fautrice della “volontà del popolo”. Ha 60 anni e fino allo scorso luglio era stata “Home Secretary” del governo Cameron, l’equivalente del ministro degli Interni.

Jeremy Corbyn, Laburisti: ha 68 anni, è parlamentare dal 1983 e fino al 2015, famoso per essere quello “molto molto di sinistra che vota sempre contro” dentro al Partito Laburista, che nel frattempo era passato attraverso Tony Blair diventando molto più moderato. Su YouTube si trovano vecchie interviste in cui un giovane Corbyn, come ricorda sagacemente Il Post, spiega le sue idee vestito da sessantottino, con la barba lunga, la giacca di velluto e un famoso maglione fatto da sua mamma: è un oppositore della monarchia, un pacifista e un convinto socialista, a favore della nazionalizzazione delle banche. Non a caso Corbyn non piaceva – e non piace – alla struttura del partito.

Gli altri candidati sono: Tim Farron (Liberal Democratici, ha preso il posto di Nick Clegg, che nel 2010 fece l’alleanza di governo con Cameron facendo perdere al suo partito – di centro-sinistra – quasi tutto il suo consenso. È un convinto europeista e ha basato gran parte della campagna elettorale sulla volontà di smontare la Brexit); Nicola Sturgeon (Snp,è la prima ministra della Scozia, ancora più europeista di Clegg tanto da arrivare a chiedere un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia dal Regno Unito).

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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