Segnaposti e tariffe per orario. L’Italia riparte dai trasporti. Il Piano per la Fase 2 inizia dai mezzi pubblici. Sui bus si entra e si esce da porte diverse

di Nicola Scuderi
Politica

No, la Fase 2 dell’epidemia non sarà affatto un liberi tutti. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte e stando alla bozza di piano per affrontare la riapertura del Paese, non si può dire che le sue intenzioni siano cambiate. Così se è certo che a partire dal 4 maggio il lockdown sarà gradualmente attenuato, con 2,8 milioni di persone che torneranno a lavoro, sono molte le novità in vista per i cittadini. A partire dai modi di fruizione dei mezzi pubblici, come metropolitane e bus. Si legge nella bozza di protocollo presentata ieri dal ministro per le Infrastrutture Paola De Micheli, per limitare i contagi gli operatori del servizio pubblico dovranno rivedere la propria organizzazione. Per quanto riguarda i bus verrà sospesa la bigliettazione a bordo e viene imposto l’obbligo di effettuare quotidianamente l’igienizzazione e la disinfezione dei mezzi.

Su bus e tram dovrà essere assicurato anche un numero massimo di passeggeri, così da rispettare la distanza di un metro, contrassegnando con marker i posti che non possono essere occupati e le operazioni di salita e di discesa dell’utenza dovrà avvenire da porte separate. Al fine di evitare affollamenti, inoltre, sarà data facoltà al conducente di saltare alcune fermate. Nelle stazione della metropolitane dovrà essere potenziata la videosorveglianza, per intervenire in caso siano presenti troppe persone, e si consiglia la sospensione delle attività dei controllori. Aeroporti e stazioni dei treni, invece, dovranno dotarsi di percorsi di entrata e di uscita separati e dovranno munirsi di termoscanner.

SPOSTAMENTI E NEGOZI. Per quanto riguarda gli spostamenti, dal 4 maggio saranno consentiti solamente nella Regione di residenza mentre resterà il divieto di spostamento tra regioni fatta eccezione per i casi di urgenza assoluta o di lavoro. Via libera allo sport individuale e alle passeggiate che non saranno più vincolati alla prossimità con la propria abitazione. Ma la fase 2 non può che passare anche dalla riapertura degli esercizi commerciali che, secondo quanto trapela, potrebbero riaprire l’11 maggio. Solo una settimana dopo potrebbe toccare a bar e ristoranti anche se si sta valutando di concedere l’apertura per la vendita da asporto, da affiancare alle consegne a domicilio che vengono già effettuate. I ristoranti, inoltre, saranno costretti a ridurre la propria capienza per rispettare le distanze di sicurezza.