Tasi, la prima rata slitta a settembre per i comuni

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di Sergio Castelli

Pericolo scampato, il pasticcio sulla Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) per ora è svanito. Se ne riparlerà a settembre, data a cui è slittato il pagamento della prima rata della Tasi per tutti quei comuni in ritardo con la scelta dell’aliquota. La decisione è arrivata nella serata di ieri, emanata in una nota del Mef: ‘’Dopo aver incontrato l’Anci, per venire incontro da un lato alle esigenze determinate dal rinnovo dei consigli comunali, e dall’altro all’esigenza di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali, il Governo”, si legge nel comunicato diffuso dal ministero del Tesoro, “ha deciso che nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deliberato le aliquote la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi è prorogata da giugno a settembre. Per tutti gli altri Comuni la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi resta il 16 giugno”. Soddisfazione soprattutto da parte dell’Associazione nazionale dei comuni (Anci): “La soluzione migliore, che garantisce certezza sia per i Comuni sia per i contribuenti”, afferma il sindaco di Torino e presidente dell’Anci Piero Fassino.

Chi paga subito
Non cambia niente per quei comuni che hanno già fissato l’aliquota. Per loro la scadenza resta immutata e fissata al prossimo 16 giugno. Sono circa il 10% del totale dei comuni italiani.
Uno studio elaborato dalla Uil sostiene che solo 832 comuni hanno deliberato le aliquote mentre soltanto 514 le hanno pubblicate sul sito del ministero dell’Economia. Un quadro nel quale emergerebbero aliquote e detrazioni diverse con combinazioni differenti totalmente da un comune all’altro. Dallo studio della Uil l’imposta si aggirerà sui 240 euro con punte di 468 euro a Torino, 439 a Genova, 430 euro a Milano e 410 euro a Roma. Il conto risulta essere salito maggiormente a Bergamo, Ferrara, Genova, La Spezia, Macerata, Mantova, Milano, Palermo, Pistoia, Sassari, Savona e Siracusa. A Milano il conto sarà più della vecchia Imu, mentre nella Capitale si pagherà di meno. Il rinvio potrebbe essere inserito in un decreto, di prossima approvazione da parte del Consiglio dei ministri, o si potrebbe decidere di varare un provvedimento ad hoc. Dovranno essere realizzati in tempi molto brevi, perché ormai i tempi stringono. Lentezze giustificate dall’Anci dovute alle elezioni che riguardano oltre 4.000 Municipi. “Quei Consigli comunali”, spiega Fassino, “ad aprile erano già sciolti e quindi impossibilitati a deliberare”.

La carica dei partiti
Il rinvio giunge con le elezioni europee alle porte (domenica prossima, 25 maggio) e in alcuni casi con anche le Regionali (Abruzzo e Piemonte) e le amministrative. Sicuramente una boccata d’ossigeno per i contribuenti; un’argomentazione da spendere bene nelle ultime ore di campagna elettorale per i vari candidati politici. E manco a dirlo la decisione del governo è già diventata un’argomentazioneper il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi partito in quarta sul capitolo Tasi, attaccando ed etichettando il governo al grido di “incapaci”. Ora tutti cercano di accaparrarsi il merito del rinvio della Tasi e allora chi più ne ha più ne metta. Dalla maggioranza all’opposizione tutti a cantare vittoria. Come ad esempio fa la Lega Nord: “Il governo ha accolto la richiesta della Lega sul rinvio del pagamento della Tasi. L’avevamo proposta mercoledì scorso in commissione finanze della Camera. Per noi la priorità sono sempre i cittadini”, afferma il parlamentare del Carroccio Filippo Busin. Altro problema è quello relativo all’entità della tassa secondo il presidente della Commissione Finanze della Camera di Forza Italia Daniele Capezzone: “L’intera Tasi prima casa vale oltre 4 miliardi. Fassino lo dichiara candidamente e con sincerità, con ciò ammettendo che la stragrande maggioranza dei Comuni adotterà l’aliquota massima. Ecco dunque dimostrata la truffa del governo Letta-Alfano”. Il decreto ha definito la possibilità di alzare dello 0,8 per mille l’imposizione sulla Tasi, per un massimo del 3,3 per mille sulla prima casa.