Sempre più public company. Telecom torna a vedere l’utile. Risultato di 1,35 miliardi dopo tre anni in rosso. E il debito diminuisce di altri 156 milioni

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Sempre più public company e finalmente con i conti in utile. Erano tre anni di fila che Telecom Italia chiudeva il bilancio in perdita. Con l’esercizio 2014 però si cambia e il gruppo può presentare un risultato netto consolidato di 1,35 miliardi di euro rispetto alla perdita di 674 milioni dell’anno precedente. Troppo poco per remunerare i possessori di azioni ordinarie, ma come anticipato alla presentazione del nuovo piano industriale, le azioni di risparmio avranno riconosciuto un dividendo di 2,75 centesimi. In azienda però c’è un’aria nuova. “Nel 2014 Telecom Italia ha avviato con successo il processo che la sta portando a essere una public company, orientata alla creazione di valore per tutti gli stakeholder e a favorire lo sviluppo e la crescita dei paesi in cui operiamo”, ha detto il presidente Giuseppe Recchi in riferimento anche all’uscita (disastrosa) dall’azionariato della holding Telco, dove si erano concentrati i soci forti italiani (Intesa, Generali, Mediobanca) e Telefonica.

SCELTA VINCENTE
I ricavi, già annunciati, ammontano a 21.573 milioni, in calo del 7,8% rispetto all’esercizio 2013 (23.407 milioni). Segni positivi anche sul grande nodo dell’indebitamento finanziario che a fine dicembre scorso ammontava a 26.651 milioni, in diminuzione di 156 milioni rispetto al 31 dicembre 2013. Per l’Ad Marco Patuano “I risultati del 2014 testimoniano che la scelta di investire sul futuro si sta dimostrando vincente”.