Senato: ancora risse per la “ghigliottina”

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dalla Redazione

Si torna a parlare di “ghigliottina”. Stavolta al Senato, perché il vicepresidente di Palazzo Madama, Roberto Calderoli, ha annunciato la decisione di sospendere la discussione sul ddl contro il voto di scambio per passare direttamente al voto. Subito sono arrivate le proteste del Movimento 5 Stelle: “Voi non meritate il titolo di onorevole” ha gridato il capogruppo Santangelo, aggiungendo: “andrete tutti a casa”. Ne sono seguiti urla, fischi, e poi ancora Santangelo: “Uno tsunami vi spazzerà, vi accompagneremo fuori uno a uno, anche alla luce della vostra età avanzata”.

La richiesta di tagliare i tempi è stata firmata – tra gli altri – dai capigruppo Luigi Zanda (Pd), Paolo Romani (Forza Italia) e Maurizio Sacconi (Ncd). A ruota, l’aula di Palazzo Madama ha votato a favore della proposta di sospensione, sancendo così la chiusura anticipata della discussione generale sul ddl. A questo punto, il parere definitivo arriverà già oggi, anche se il M5S ha chiesto di ripetere il voto. A replicare, lo stesso Calderoli che ha richiamato più volte i senatori di Beppe Grillo minacciando esplusioni: “Ogni altra intemperanza  – ha detto, infatti, ad un certo punto – oggi determinerà per qualcuno l’anticipo delle vacanze di Pasqua”.

A difendere il ddl contro le accuse del M5S è intervenuto il presidente della commissione Giustizia, Francesco Nitto Palma che ha ricordato le tante battaglie contro la mafia, condotte quando era magistrato. Poi ha parlato anche Zanda: “Io sono molto orgoglioso della mia età avanzata e della vita che ho compiuto, in modo retto e orgoglioso di fare parte di un partito democratico nella sostanza. Ed è per questo che anche stamattina ho chiesto ai senatori Pd di non cadere nelle provocazioni del M5S e dei loro insulti anche volgari. Il termine vigliacco è una vigliaccata – ha detto ancora Zanda – c’è un imbarbarimento del clima politico in vicinanza di una contesa elettorale. A chi interviene in aula urlando e interrompendo i colleghi voglio dire che – se pensa che sia un buon sistema per ottenere voti – l’Italia è un paese democratico che sa distinguere fra chi porta argomenti e chi cerca di sfasciare le istituzioni. Sentiamo necessario che questa norma diventi legge dello Stato in tempo perché possa regolare la campagna delle prossime europee”.

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