Senza solidarietà l’Ue non c’è

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di Gaetano Pedullà

Nuovo naufragio nel Mediterraneo, quel Mare nostrum che il tragico destino di migliaia di immigrati imporrebbe di cambiarne il nome in Mare Mortum. Ad inabissarsi questa volta non è il solito barcone strabordante di povere anime in viaggio verso un Paradiso che non c’è, ma l’idea di Europa. Una Comunità solidale, mossa da principi umanitari, capace di condividere grandi obiettivi come è appunto il presidio di una grande frontiera. Con questo spirito era nato il progetto Frontex, destinato a sorvegliare il Mediterraneo e scoraggiare l’esodo biblico dalle sponde africane al quale assistiamo da anni. Un piano che l’Europa si era impegnata a rafforzare, promettendo di non lasciare l’Italia a fare da sola il guardiano del continente. Come sempre, però, quando c’è da spartire siamo in tanti e quando invece c’è da pagare si resta soli. Se poi i primi a tirarsi indietro – non mettendo nemmeno un euro – sono proprio quei tedeschi che ci impongono severe politiche di rigore nei conti, allora dell’Europa intesa come comunità di popoli resta davvero ben poco. Abbiamo una moneta unica, ma nessuna solidarietà tra gli Stati. Così più che un’Unione è una finzione.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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